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Catania, Benedetto Mancini e il rogito: ecco le tappe per tornare a sognare

Dal notaio il nuovo patron dovrà firmare le carte per il passaggio del club dalla curatela alla nuova società. Poi bisognerà ripartire dal gruppo tecnico attuale che ha dimostrato il suo valore e serviranno le risorse necessarie

Di Giovanni Finocchiaro

La firma di un atto che è la chiave per spalancare le porte verso il futuro. Sono le intenzioni di Benedetto Mancini che oggi dovrebbe firmare il rogito per ricevere dal Tribunale il ramo d’azienda sportivo del Calcio Catania. 
Sabato scorso sono stati esaminati documenti per arrivare in tempi stretti all’appuntamento odierno. Si comincia in notturna, alle 20, nello studio catanese del notaio Andrea Grasso, un professionista di navigata esperienza che gode di grande stima nell’ambiente per competenza e professionalità.
Dunque se il confronto con i curatori e Mancini si protrarrà fino a tardissima seria evidentemente ci saranno gli elementi per approfondire e concludere l’operazione. Che, come ha ribadito lo stesso Mancini, semplice non è. Si sta trattando un passaggio epocale del calcio cittadino da una gestione della curatela a una società che è stata creata appositamente, come richiesto nell’asta a cui l’imprenditore ha partecipato. 
Da una parte c’è Benedetto Mancini che ha manifestato tutte le buone intenzioni di rilevare e rilanciare il ramo d’azienda. Il passo successivo sarà chiedere alla Federcalcio il titolo sportivo per organizzare l’immediato futuro. Dall’altro lato c’è l’attesa di una città che ha come riferimento uno “storico” non certo incoraggiante per via delle gestioni di Latina e per il tentativo di Rieti che non è proseguito. Tutt’altro. 
Mancini, a tal proposito, ribatte mettendo avanti le sue ragioni e anche una documentazione che a suo dire dimostra tutto il suo impegno nella gestione del club laziale. Insomma il vissuto fa parte del passato, Mancini sembra intenzionato a lavorare per rimettere in quota il calcio rossazzurro. 
Il passo indietro sulla gestione dell’area sportiva è stato significativo. Così come il colloquio con Maurizio Pellegrino del quale il manager romano non vuole privarsi: «Intanto terminiamo la stagione perché ci sono gare da disputare e, di conseguenza, il gruppo ha fatto talmente bene da poter lottare per inserirsi nella lotta per gli spareggi. Lasciamo sereni giocatori, staff e dirigenti e poi vedremo».
L’intenzione è chiara: ricominciare dallo zoccolo duro che nell’ultima stagione soprattutto ha navigato in acque tempestose riuscendo a rimanere a galla. Non serve una lungimiranza eccezionale nell’immaginare come la conferma di Pellegrino sia legata a quella del tecnico Baldini e viceversa. Non serve essere un osservatore acuto nel considerare il legame tra tifosi e attuale gruppo come un tesoro di inestimabile valore. E, allora, perché cambiare tutto? La base, a costo pari quasi a zero, è stata creata e se si vorrà dare continuità al progetto, la nuova società potrebbe pescare a piene mani sull’usato sicuro che, ancora, deve dimostrare più di qualcosa nel rush finale della stagione regolare che si appresta a mandare in onda i titoli di coda.
Sa bene, Mancini, che oltre alle somme messe a disposizione per questa fase in cui sta per subentrare, a campionato concluso occorrerà un impegno davvero considerevole. Tra iscrizione, affiliazione, fidejussione, spese per rafforzare il gruppo, molte stipendi e altro il patron dovrà mettere a disposizione una somma vicina ai dieci milioni di euro. A Catania nessuno vuole più vivacchiare, se al pallone ci si riferisce. Tappe intermedie, il “tirare a campare” dura da troppi anni. O si arriva a una svolta o sarebbe meglio ricominciare daccapo azzerando tutto. 
Ma visto che sforzi, attaccamento alla maglia, risultati (spesso sorprendenti), rapporto con il pubblico e professionalità anche nel gestire le emergenze hanno portato il Catania di oggi a insidiare le pretendenti agli spareggi, bisogna tentare. E, poi, guai se si dovesse gettare tutto nell’immondizia. Oggi, l’appuntamento dal notaio Andrea Grasso, potrebbe diventare decisivo, se si guarda oltre il proprio naso. E - se ci riferiamo al calcio - le gare che restano al gruppo possono definire il domani del Catania.
 

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