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Catania Calcio: buona la prima tra i curatori fallimentari e dirigenza e squadra

Si spera in tempi rapidi di giungere all’asta competitiva per la vendita del titolo sportivo. Chi è realmente interessato a rilevare la società adesso può agire

Di Giovanni Tomasello

La storia continua, ma il futuro è ancora da scrivere e bisognerà anche avere pazienza perché il nuovo acquirente del Catania nuovo corso non è certo dietro l’angolo e se delle trattative sono in corso e come si spera altre saranno avviate nei giorni a venire, si procederà nella massima riservatezza come del resto è stato anche in passato. Si possono solo ipotizzare dei nomi, ma non c’è alcuna certezza sui nomi. Catania, i tifosi hanno forse dimenticato troppo in fretta quello che stava per avvenire in questi primi giorni del 2022 e cioè la perdita del titolo sportivo. Adesso non si può pretendere che arrivi qualcuno che con la “bacchetta magica” sistemi tutto. 

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Ci sarà ancora da pazientare nel senso che la ricostruzione richiederà inevitabilmente del tempo e bisognerà compiere le mosse giuste. I tre curatori fallimentari - i commercialisti dott. Antonio Maria Enrico Giucastro e D’Aniela D’Arrigo, l’avv. Giuseppe Basile - sono già al lavoro e ieri nel rispetto delle previsioni si sono incontrati con il direttore dell’area sportiva del Catania, Maurizio Pellegrino e con la squadra guidata come sempre dal tecnico Francesco Baldini. Nel corso del cordiale incontro avvenuto nel tardo pomeriggio, i curatori hanno risposto ad alcune domande e richieste di chiarimenti relative all’esercizio provvisorio da parte degli stessi giocatori e dei componenti dello staff dirigenziale e tecnico- tracciando le linee-guida del lavoro che verrà svolto nelle prossime settimane. Maurizio Pellegrino, direttore dell’area sportiva del Catania, che in tutti questi mesi non si è fermato un attimo avrà il delicato compito di fare in modo che la squadra rossazzurra possa proseguire il suo buon cammino campionato così come ha fatto prima del doppio stop natalizio, quello natalizio e subito dopo il rinvio di due giornate per l’emergenza covid. Pellegrino che è stato già abile nell’allestire quest’estate la squadra pur avendo un budget limitato, dovrà compiere i giusti passi sul mercato invernale appena cominciato. 

Sì è vero ci saranno delle cessioni ma si cercherà di ingaggiare qualche elemento giovane di belle speranze nell’attesa che il club etneo venga venduto all’asta a chi avrà le risorse necessarie - aspetto di non poco conto - per avviare un progetto di piano industriale. Il Catania deve voltare pagina una volta per tutte. Se ci siano delle responsabilità giudiziarie sul fallimento del Catania 1946 sarà poi il Tribunale a deciderlo, la città e i tifosi guardano verso il futuro con ritrovato ottimismo anche se occorrerà pazienza.
L'asta andrà effettuata in coerenza coi criteri di affiliazione che la società da costituire deve ottemperare e il primo atto sarà quello di verificare l’evidenza fondi di chi si presenterà. Il Catania “figlio” dell’ormai scomparso club fondato nel 1946, sarà atteso da un cammino irto di ostacoli e, quindi, dovrà avere le spalle forti in tutti i sensi. Guai a improvvisazioni che lasciano il tempo che trovano, occorrerà tempo, lungimiranza e una grossa disponibilità finanziare che potrebbe essere garantita da fondi stranieri che come già detto l’altro ieri potranno garantite il tanto sospirato rilancio.

IL MERCATO. Primi contatti già avviati ma le trattative almeno per quanto riguardo il Catania, entreranno nel vivo la settimana prossima. C’è più di un giocatore rossazzurro che ha diverse richieste. Da Ceccarelli che interessa all’Avellino ma sul quale hanno puntato gli occhi anche altri club a Maldonado, Rosaia, Russini, Calapai, Piccolo, Russotto e Albertini. Ovviamente non saranno ceduti tutti perché la squadra secondo quanto è trapelato nelle ultime ore, non subirà stravolgimenti ed è sicura la permanenza fino a giugno di Luca Moro. Si riparte insomma ovviamente quando il covid lo permetterà.
 

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