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Catania Calcio, dura risposta di Ferraù a Morosoli: «Società non è "lavatrice" per ripulire immagine»

L'avvocato, presidente di Sigi, non le manda a dire all'imprenditore catanese che si è proposto, ma chiamando altri a collaborare, per la salvezza della società

Di Redazione

Dopo l'intervento dell'imprenditore Francesco Russo Morosoli a proposito della vicenda che riguarda il Catania Calcio e la cessione del ramo sportivo d'azienda, l'avvocato Giovanni Ferraù ha fatto pervenire alla redazione del quotidiano La Sicilia una lettera che pubblichiamo integralmente. 

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"Resto sbigottito nel leggere, su vari canali social, l’intervento di un rampollo catanese, figlio di imprenditori locali. Resto perplesso nell’apprendere che il suddetto era intenzionato ad investire ben 14 milioni di euro nel nostro amato Catania e che io, nella veste di Presidente di SIGI, sarei rimasto indifferente di fronte a tale proposta.

 

 

Mi viene subito da pensare, con i Maneskin, che la gente “parla, parla ma non sa di che cosa parla”. In effetti, ricordo bene di un incontro con il soggetto in questione, tenutosi nel Luglio 2020 in un piccolo bar di periferia. Ricordo bene che mi disse che non aveva mai seguito il Catania, che non gli piaceva il calcio ma che avrebbe voluto investire 4 milioni (non 14 e neanche 40) sul Catania per “ripulire la sua immagine” macchiata, a suo dire, da un importante processo penale per un reato di inaudita gravità.
La superiore motivazione mi lasciò molto perplesso; il Catania non era una lavatrice “che puliva l’immagine”, il Catania è molto di più. Declinai l’invito con il parere concorde del CDA di SIGI e dei suoi professionisti.

Immagino comunque che chi parla vorrà anche agire; il 4 marzo costui avrà la possibilità non di pulirsi la sua immagine, a quello ci penserà la giustizia, ma di sostenere concretamente, con i fatti e non con le chiacchiere, il rilancio del Calcio Catania. Speriamo bene!"

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