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Catania, Ciccio Lodi suona la carica: «In serie C tutti insieme»

Il fantasista: «Non badiamo ai record, ma al successo finale. Tutta la città deve ritornare tra i professionisti.
Pelligra ha avuto belle parole per noi, si sente in famiglia e ci ha toccato il cuore al di là degli aspetti calcistici». Domenica arriva il Canicattì
 

Di Giovanni Finocchiaro

Ammissioni e speranze con la firma del capitano. Ciccio Lodi non nasconde gli errori dell'ultimo match, ma ovviamente sottolinea come non bisogna fare drammi. Il Catania è primo, in dieci gare ha vinto nove volte di fila. Non si culla, il gruppo di Ferraro, ma da qui ad aprire crisi presunte o reali ne corre.

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Il pari di Cittanova era imprevisto, a distanza di giorni non possiamo negarlo.
«C’è sempre da migliorare, anche dopo le vittorie. Quello di Cittanova è stato un passo falso e alla ripresa degli allenamenti, il tecnico ha discusso sui progressi che si attende quando abbiamo di fronte squadre che si chiudono e per di più su un campo “stretto” come quello calabrese».

Soluzioni possibili?
«Dobbiamo essere più bravi a far girare velocemente la palla, sarebbe più redditizio a livello tecnico portare più su il centrocampo per accompagnare l'azione delle punte. Sono elementi importanti che hanno valore sempre».

In che modo avete archiviato la gara?
«A Cittanova avevamo approcciato bene la sfida, ma serviva maggiore velocità, avremmo dovuto fare circolare la palla più rapidamente. Invece i padroni di casa hanno organizzato meglio le uscite difensive e noi abbiamo commesso degli errori. Li abbiamo già esaminati con dovizia di particolari. Domenica contro il Canicattì non deve accadere».

Ed è bastato un pari esterno per alimentare qualche mugugno.
«Uno 0-0 dopo nove successi non può generare atteggiamenti o pensieri in negativo. Abbiamo fatto sempre bene, ci alleniamo talmente bene che talvolta ci impediscono di fare la partitella perché siamo sufficientemente carichi. Sappiamo cosa vogliamo, il nostro fine ultimo è noto, inutile ripeterlo sempre. Non badiamo ai record, ma al successo finale. Il Catania con tutta la città deve tornare tra i professionisti. Siamo stati scelti per questo motivo».

La ripresa degli allenamenti come è stata gestita?
«Ci siamo detti che la gara esterna doveva essere messa in archivio pensando alla sfida di domenica davanti al nostro pubblico. I tifosi ci spingeranno come hanno sempre fatto. Vogliamo i tre punti, senza altri giri di parole».

Avete già visionato i filmati degli avversari: che idea s'è fatto?
«Il Canicattì giocherà a viso aperto, ha poco da perdere contro di noi. Spero che si presenti questo quadro tattico, anche se a volte serve trovare lo spazio o l'episodio giusto per sbloccarla e vincere».

L'altro giorno avete incontrato il presidente Pelligra. Che cosa vi siete detti?
«Il presidente ha avuto parole magnifiche per tutti noi. Si sente di essere in famiglia, questo è un concetto che ci ha toccato il cuore al di là degli aspetti professionali, degli obbiettivi. Abbiamo percepito in lui, e in maniera chiara, la felicità di un uomo che ha creato i presupposti perché il calcio a Catania possa rivivere con una programmazione e tanti successi. Noi vorremmo ricambiare permettendogli di togliersi tante soddisfazioni».

Anche l'apertura del Catania point a Etnapolis è diventato un bagno di folla.
«Tanti ragazzini hanno chiesto le foto dopo aver comprato le maglie del nuovo Catania. Ero felice, davvero. Mi è sembrato di rivivere gli anni della Serie A. Anni che molti non hanno vissuto, ma io so. E sono stato fortunato. Ecco la carica che ci danno i tifosi ma in modo particolare i ragazzini quando ci chiedono di vincere, non ha eguali. Un motivo in più per vincere il più possibile».

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