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Catania: da D&G a Red Bull, i tifosi rossazzurri chiamano a raccolta gli investitori

Venticinque gruppi o fondi sono stati già contattati. «L’amore per i nostri colori ci porta a tentare anche l’impossibile»

Di Giovanni D'Antoni

Fede e fattori, un binomio da combattimento per allontanare l’amarezza e ritrovare l’entusiasmo. Se per alcuni, la “morte del pallone” a Catania ha rappresentato il momento più basso di passione calcistica, per molti altri (presupponendo che si tratti della maggioranza grazie ai dati in nostro possesso) il conto alla rovescia per il rilancio dei colori rossazzurri sulla ribalta calcistica nazionale è già partito.

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Lo chiamiamo “fattore T”, lettera che si unisce immediatamente al tifo, quello vero e mai domo, che negli ultimi funesti dieci giorni ha scavalcato l’onta dell'afflizione e quella degli sfottò altrui. Catania rinascerà: la consapevolezza, smaltito in parte il trapasso dell’11700, ce l’hanno tutti. A dirlo sono le norme federali sapute e risapute (quell’articolo 52, comma 10 delle norme organizzative interne della Federcalcio) ma anche le iniziative e le ambiziose testimonianze di fede che giungono dal tifo dell’Elefante.

Avviso pubblico o meno, l’amministrazione comunale non può ancora fornire una data certa entro cui aspettarsi il profetico bando da cui passerà l’opera di ricostituzione calcistica ai piedi dell’Etna. Certezza indissolubile sono i tifosi, i quali hanno scelto di non restare con le mani in mano e hanno promosso proposte che, indipendentemente dall’esito, possono soltanto essere considerate coraggiose e di virtuoso significato.

#meliordecineresurgo. Ancor prima che fosse un hashtag a evidenziarlo, su questa massima Catania ha fondato la sua fede e passione, divenendo emblema di amore sconfinato riconosciuto in tutta Italia. Nel caso specifico, attraverso un canale della piattaforma di messaggistica istantanea Telegram, il gruppo da oltre centocinquanta membri “Magico Catania Group” si è fatto portavoce globale di un’iniziativa che mette in risalto l’attaccamento totale verso i colori rossazzurri. 

«L’iniziativa è sentire gruppi di investitori tramite e-mail e pec, con una lettera formale dove spiegano il perché di investire su Catania e sul Catania, invitandoli a partecipare al bando. Venticinque gruppi di investitori o fondi sono stati già chiamati. Per molti sembrerà una stupidaggine – conclude la nota del gruppo - ma l’amore per i nostri colori e il dolore provato per la scomparsa del Calcio Catania, porta anche a tentare l’impossibile»

Difficile? Senz’altro. Impossibile? Guai a fare uso di questa espressione dopo i recenti accadimenti da “finimondo” vissuti a Catania. I nomi interpellati per via pec sono tutti di valenza illustre: Fendi, Gucci, Vuitton, Dolce & Gabbana tra i colossi di moda, ma anche innumerevoli s.r.l e società di respiro internazionale, tra cui l’account ufficiale italiano di Red Bull, colosso delle bevande energetiche che ha già investito in cinque realtà mondiali, sistemando (per usare un coraggioso eufemismo) i conti in banca del club di riferimento, con l’accordo di rilanciare il marchio ai vertici europei e mondiali del pallone. Più di una strada è stata percorsa, più di una realtà imprenditoriale è stata contattata. Modello Catania, la prova che la fede non conosce ostacoli.

In attesa dei fatti, per quanto poco piaccia questo termine visti i trascorsi, la voglia di rinascere della comunità rossazzurra emerge. Puntuale e calorosa, come probabilmente si sarebbe palesato l’ex Cibali in occasione dell’ultimo turno di campionato, un derby siciliano col Messina che avrebbe probabilmente visto gli spalti gremiti a sostegno dei propri beniamini. Tempo al tempo, ma mentre scorre la clessidra, Catania ed il suo tifo non restano fermi a guardare. 

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