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Catania, la Pasqua triste dei tifosi rossazzurri senza calcio (e derby): ma già si fanno nomi per il futuro

A 10 dieci giorni dalla cancellazione della società, timidi segnali di ripartenza all'orizzonte

Di Giovanni Finocchiaro

Una pausa pasquale triste. Anche perché il calcio a Catania è sparito da dieci giorni e non ci sono per ora segnali di vita all'orizzonte. Il derby di Palermo, in programma sabato scorso, ovviamente non s'è disputato e ovviamente sui social si sono scatenate le gare all'insegna dei ricordi e dei rimpianti. Anche degli sfottò e della solidarietà. Perchè anche ai palermitani è mancato il derby al Barbera, è mancata la sfida Brunori-Moro, i due marcatori più prolifici.

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Domenica anche l'altro derby, Catania-Messina, salterà e in città si aspetta comunque una soluzione legata all'avvento di un imprenditore forte o di un gruppo che sappia coinvolgere di nuovo i tifosi e che possa conquistare credito in un momento in cui pessimismo e paura di non ripartire hanno avuto il sopravvento su altre sensazioni.

Dopo la lettera del Comune che ha chiesto alla Federcalcio di attivarsi per ottenere un titolo di Serie D, è cominciata – in netto anticipo – la lunga estate alla ricerca di un nome da accostare alla rinascita del calcio. Nomi di imprenditori lombardi, è stato addirittura speso il nome dei Della Valle (ma non ha fondamento), quello di Riccardo Gaucci, dell'imprenditore calabrese Pippo Caffo (quest'ultimo ha smentito da tempo) e di forze locali che, tuttavia, non si sono ancora manifestate. Insomma sarà una stagione caldissima al di là delle temperature meteo.

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