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Mancini non si fa vivo e non versa gli altri 175 mila euro: sicuri che sia benedetto?

Il Tribunale nelle prossime ore emetterà un comunicato: deciderà di aspettare ancora nonostante i termini delle scadenze abbondantemente trascorsi? 

Di Giovanni Finocchiaro

Un altro giorno è volato via senza che il Catania abbia trovato un proprietario. Benedetto Mancini, che ieri aveva consegnato nello studio giarrese del notaio Andrea Grasso un assegno di 200 mila euro a parziale copertura della cifra richiesta dal Tribunale dopo l'asta (mancano all'appello 175 mila euro) ieri non ha dato segni di vita.

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Al Palazzo di Giustizia si sono confrontati il Giudice e i curatori. Era attesa in giornata un comunicato proveniente dallo stesso Tribunale, ma le parti si sono aggiornate alla mattinata seguente per arrivare a una conclusione. E da quello che sarà scritto si comprenderà quale sarà il destino intanto della squadra, chiamata ad affrontare il Latina al Massimino nel pomeriggio di domenica.

Ma soprattutto verrà definito il ruolo di Mancini. L'imprenditore potrebbe ottenere altri giorni per depositare la cifra che manca e si arriverebbe al rogito. Ma potrebbe anche accadere, visto che le scadenze temporali sono state superate, che il Tribunale decida di porre fine al tentativo di Mancini di rilevare il ramo d'azienda sportivo. Ancora oggi non ha saldato le spettanze che avrebbe dovuto.

In città si vive una fase tragicomica. Perché la vicenda lo è: sembra una telenovela senza fine. Alcuni tifosi sperano sempre che Mancini chiuda il rogito e rilevi il club, altri hanno perso da tempo speranza e fiducia. Il dibattito infuria sui social e in ogni parte della città coinvolgendo tutte le fasce sociali.

«Mancini, a dispetto dell’imprenditoria catanese, è l’unico che sta tentando», sostengono da una parte. «Ma questo pagamento a rate delle 500 mila euro è una cosa seria? E quando si tratterà di scucire 3 milioni per il debito sportivo, quando si dovrà programmare la stagione ventura che costerà almeno 10 milioni?» l’interrogativo dall’altra parte. Il calcio in questa città resta una delle cose più importanti e sentite, per le quali discutere animatamente. Ognuno con la propria idea. Questione di ore e si arriverà a una soluzione. Sarà quella finale?

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