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Catania: Mancini non si presenta, futuro del club appeso a un filo

L'imprenditore non si è presentato nello studio del notaio (atteso anche dai curatori nominati dal Tribunale), per depositare la somma di 375 mila euro e rilevare il club

Di Giovanni Finocchiaro

 L'imprenditore Benedetto Mancini neanche oggi si è presentato nello studio del notaio Andrea Grasso, atteso anche dai curatori nominati dal Tribunale, per depositare la somma di 375 mila euro e rilevare il ramo d'azienda del Calcio Catania. Alle 22 i curatori hanno lasciato lo studio notarile preparando una relazione, che il Tribunale aveva chiesto. Oggi proprio dal Palazzo di Giustizia verrà diffuso un comunicato dal quale dipende il futuro della squadra di calcio che deve completare la stagione disputando le ultime quattro gare.

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Non ci sono stati colpi di scena, dunque, nonostante le promesse di Mancini che anche ieri ha ribadito di essere pronto a tornare in Sicilia per versare i soldi. A suo dire lo farà nelle prossime ore, ma ormai il tempo è scaduto e il passaggio di consegne salterà. Che cosa può accadere adesso? Due le ipotesi: il Tribunale potrebbe far cessare un esercizio provvisorio che era stato prorogato fino al 19 aprile e, se così fosse, il campionato del Catania finirebbe immediatamente. L'altra soluzione c'è: autorizzare la squadra a terminare la stagione con i fondi derivanti dai prossimi tre incassi delle gare interne e con la somma di 125 mila euro che Mancini aveva già versato al momento della chiusura della terza asta competitiva.

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