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Catania, si riaccende la speranza: la Sigi decisa a versare i 660mila euro

Corsa contro il tempo. I soci faranno di tutto per trovare la somma richiesta dal Tribunale. La squadra potrà concludere il campionato. L’appello dei tifosi  Ripreso il dialogo

Di Giovanni Tomasello

La speranza si sa è l’ultima a morire e in questo momento ci si può solo augurare che la Sigi riesca a versare la somma di 660mila euro richiesta dal Tribunale entro il prossimo 2 gennaio per salvare almeno il titolo sportivo e concludere il campionato.
Ieri pomeriggio c’è stata una prima riunione, un lungo confronto durato fino a sera tra i soci alcuni accompagnati dai loro legali di fiducia, ma la sentenza del Tribunale non lascia spazi a dubbi di alcun genere e lo stesso avvocato della Sigi, avv. Giuseppe Augello che si è tanto battuto in questi lunghi mesi di trattative e udienze, ha già ribadito che c’è questa somma - che è poi il credito vantato dal Catania Calcio nei confronti della stessa Spa etnea - da versare. I soci alla fine si sono dichiarati decisi a mettere mano al portafoglio o comunque faranno di tutto per saldare il debito rispettando l’impegno.

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Ci sarà un vero atto di generosità e soprattutto di maturità perché nessuno dei soci Sigi deve dimenticarsi di aver dichiarato fin dal primo momento di aver voluto compiere un “atto d’amore nei confronti della città” e sarebbe assurdo gettare al vento l’occasione di mantenere in vita il titolo sportivo, una possibilità questa che i giudici hanno voluto concedere alla stessa Sigi.
I tifosi, la città restano in attesa e sarà sicuramente una nuova corsa contro il tempo.. Una Sigi che è così unita in quella che viene considerata “l’ultima spiaggia”. Del resto questi 660mila dovranno comunque essere versati prima o dopo per non andare incontro a possibili guai giudiziari.
Ieri la giornata era volata via in un clima silenzioso e della riunione svoltasi nel pomeriggio si è poi saputo solo che c’era stato qualche contrasto iniziale poi superato. Muti anche i cellulari, in serata la lapidaria dichiarazione del presidente dellla Sigi, avv. Giovanni Ferraù: «Rispetteremo l’impegno e metteremo assieme questa somma». Parole confortanti perché così si salverà il titolo e si potrà procedere alla vendita all’asta del club.
L’AMAREZZA E RABBIA DEI TIFOSI.Sono tutti delusi e a turno stanno facendo sentire la loro voce di protesta. Assai emblematico il post sui social dei “Liotrizzati”. noto gruppo di sostenitori rossazzurri che segue tradizionalmente il Catania dalla Curva Sud del “Massimino” e chiede a voce alta che la Sigi faccia sino in fondo il proprio dovere. 

 


Scrivono i tifosi: «Avete fatto tutto e il contrario di tutto, in un anno e mezzo. Compreso far scappare via l’unico che davvero avrebbe evitato il fallimento. Compreso altri che vi avevano avvicinato per poter subentrare. Avete continuato per la vostra cocciuta strada. Avete dimostrato che era strada che non spunta. Adesso dovete mettere assieme queste 600.000 e le motivazioni ce n’è quanto ne volete. Lo dovete ad una piazza che è stata presente, al contrario di quanto blatera qualcuno (Catania card, abbonamenti, colletta per l’iscrizione, pienone per il derby) e questa vicinanza non la meritavate neanche un pochino”.
“Per conto nostro abbiamo sempre invocato la vostra presa di responsabilità, vi abbiamo sempre inchiodato ai vostri doveri, abbiamo sempre criticato la vostra gestione bislacca, ma non è servito e crediamo che neanche se scendeva Gesù Cristo, poteva farvi fare la cosa giusta. In ultimo ve lo impone, ve lo ordina con tanto di sentenza, il Tribunale Fallimentare di Catania, di restituire questo credito in favore delle casse del Calcio Catania. Altrimenti non saranno solo le imprecazioni dei tifosi che dovrete affrontare, visto che il mancato adempimento farebbe sparire anche quel poco che rimane del Catania, ma le conseguenze penali che ne derivano. Quindi non vi diciamo di farlo per il Catania, considerato la fine che gli avete fatto fare, ma fatelo per voi, per evitare le conseguenze penali. Magari così avrete più contezza della realtà, e la finite di giocherellare con le cose serie». Più chiaro di così...ma s’intravede una schiarita.

 

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