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Catania Calcio, l'affondo di Tacopina: «Sigi non ha soldi? Avrebbero dovuto dirlo subito»

L'avvocato italo americano a lungo in procinto di rilevare il club ha diffuso una lunga lettera di accuse

Di Redazione

Joe Tacopina, all'indomani dell'appello della Sigi alla città, per salvare il Catania, ha scritto una lunghissima lettera in cui accusa i soci in maniera dura, ma anche un giornalista di un network per aver allontanato alcuni soci dalla trattativa con le sue parole che - a suo dire - suonavano come un insulto. L'avvocato americano specifica di aver regalato gli 800 mila dollari nel caso in cui il Catania dovesse iscriversi al campionato e spiega molti punti di vista suoi in questa lettera che pubblichiamo integralmente. Ovviamente prendiamo le distanze in merito alle accuse verso il collega. Non crediamo che un giornalista possa indirizzare o interrompere una trattativa così importante e in cui sono in ballo interessi, milioni e altro ancora. In questi mesi di delicate e ingarbugliate trattative tutti hanno sbagliato o hanno rischiato di farlo. In certi frangenti basta chiarire senza arrivare a scontri o accuse pubbliche.

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Ecco il testo della lettera:

«La richiesta fatta oggi da SIGI, tramite post pubblicato sui social media, chiedendo sostegno economico ai tifosi del Catania è tanto scioccante quanto rivelatrice. In questo post viene richiesto di versare del denaro in un conto corrente bancario sconosciuto, senza alcuna documentazione esplicativa di cosa si ottenga facendo tale versamento. Tutto ciò è ridicolo ed incredibile, ma è esattamente il livello di poca professionalità con cui ho avuto a che fare da gennaio nel relazionarmi con SIGI. Inoltre, questa richiesta postata sui social media è piuttosto allarmante, in quanto solo ora SIGI ha rivelato di non avere il denaro necessario per sostenere il progetto Calcio Catania. A questo punto mi pongo una domanda, qual era il progetto di SIGI quando hanno acquistato il Catania e perché si sono assunti l'enorme responsabilità di gestire il club senza avere i fondi necessari?».

«I soci SIGI invece di chiedere del denaro a persone che lavorano duramente, dovrebbero fare ciò a cui sono eticamente e legalmente obbligati, ovvero versare i soldi loro stessi. Se amano il club come dicono, questo è ciò che dovrebbero fare. L'unico ad aver versato una sostanziale somma di denaro è stato Gaetano Nicolosi, anzi, Gaetano Nicolosi ed io. La notizia di oggi mi rende triste ma anche arrabbiato. Triste per la città di Catania e per i grandi tifosi della sua meravigliosa squadra; triste per i dipendenti del Calcio Catania che hanno dedicato la loro vita alla società; ma anche molto triste perché mi chiedo se purtroppo l'inevitabile sia vicino».

«Questa situazione mi rende anche molto arrabbiato perché SIGI ha ingannato i tifosi, il tribunale dal quale l'anno scorso acquistò il Calcio Catania dichiarando di avere le capacità finanziarie per supportare il progetto, e ovviamente hanno ingannato me. Mi hanno ingannato promettendomi di ridurre il debito e concludere la transazione, prendendosi gioco di me in un modo che mai avevo provato in 11 anni in calcio italiano. Quel che volevo era semplicemente che mantenessero le loro promesse, volevo prendere il Calcio Catania e riportarlo in Serie A dove merita di essere. I soci di SIGI sono addirittura arrivati ad attaccarmi invece di prendersi la responsabilità per le promesse e gli obblighi non mantenuti».

«Ho dedicato 8 mesi della mia vita al Calcio Catania, trascorrendo vari periodi in città, ed ho fatto tutto ciò che potevo per aiutare SIGI e Calcio Catania a sopravvivere, così che io ed i miei soci potessimo acquistare la squadra. Sono arrivato a mettere 800.000 dollari senza essere proprietario solo perché volevo fare in modo che la squadra non fallisse. Ho letteralmente donato soldi al Calcio Catania, non ho ricevuto nemmeno un grazie da parte di SIGI ma invece sono stato attaccato da delle persone che non hanno avuto il coraggio di prendersi le responsabilità dei loro errori. Questi comportamenti non hanno fatto altro che allontanare me ed i miei soci. I membri di SIGI hanno addirittura avuto l'audacia di mettere in dubbio l'autenticità dell'estratto conto da me fornito, riportante la prova che eravamo in possesso dei fondi necessari per effettuare la transazione. Quest'ultima offesa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».

[Qui c'è il riferimento al collega che riteniamo poco interessante nell'ambito della questione Catania calcio che omettiamo volutamente]

«A proposito di tutto ciò, è ovvio che qualsiasi persona intelligente capirebbe che io versai 800.000 dollari al Calcio Catania per prevenire il fallimento. Ora invito ogni membri di SIGI, proprietari del Calcio Catania, ad investire la stessa somma di denaro che io ho investito, se lo fanno la squadra sopravviverà. Ciò che invece fanno è chiedere ai cittadini di Catania di prendersi quella che sarebbe una responsabilità di SIGI. SIGI fa false promesse, non solo a me, ma anche ai tifosi del Catania, dicendo di avere i soldi per l'iscrizione al campionato, e di avere investitori interessati al progetto, prima Morosoli, poi il gruppo di Malta ed altri misteriosi investitori. L'ho detto dal primo giorno, nessuno investirebbe nel Calcio Catania se il debito non viene ridotto ad una cifra sostenibile. I debiti, inclusa l'ipoteca su Torre del Grifo, sono all'incirca 60 milioni di euro. È impossibile costruire un progetto sostenibile con un debito del genere, è una cifra insormontabile. Ecco perché questa ultima disperata richiesta di SIGI non ha assolutamente senso, è come somministrare della morfina ad un paziente terminale. Come possono i soldi raccolti dai tifosi risolvere il problema dell'enorme debito? Rilascio questa dichiarazione a malincuore perché speravo fino alla fine che qualcosa potesse essere fatto per salvare il club e ridurre il debito. Le condizioni dell'accordo preliminare erano chiare, è necessario un documento formale rilasciato dalle istituzioni competenti che attesti la riduzione del debito, e ad oggi 17 giugno nulla di tutto ciò è arrivato».


«Oggi quando ho visto il post di Sigi sui social con nulla di più che delle semplici istruzioni per inviare soldi ad una banca sconosciuta ho realizzato che la fine è vicina. Se SIGI terrà il club in vita facendo gli investimenti promessi, sarà con piacere che lascerò i miei 800.000 dollari senza volere nulla in cambio, come regalo ai meravigliosi tifosi del Calcio Catania. Se come spero il Calcio Catania giocherà in Serie C il prossimo anno, ne sarò il primo tifoso e sarò felice perché saprò che i soldi che ho dato per salvare il club dal fallimento, non sono stati sprecati. Auguro ai tifosi del Calcio Catania il meglio perché meritano di avere una squadra in Serie A. Mi avete fatto sentire il benvenuto nel periodo con voi e non lo dimenticherò mai».

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