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Catania Calcio, ultimo appello della Sigi: «Salviamo la squadra, possiamo ancora farlo»

L'avvocato Ferraù: "I soci si sono impegnati a garantire una cifra importante, ma mancano 800 mila euro"

Di Giovanni Finocchiaro

L'ultimo appello, lanciato in mattinata dalla Sigi è anche un invito all'unità di intenti. Il Catania rischia di affondare ma i soci della cordata etnea voglio l'ultima carta. Per questo hanno lanciato un appello ai tifosi perchè contribuiscono alla salvezza della storia. l'avv. Giovanni Ferraù, presidente di Sigi, ha spiegato: "I soci si sono impegnati a garantire una cifra importante, ma mancano 800 mila euro. Iscrivere la squadra allontanando gli avvoltoi e cercando nuovi investitori". Per continuare l'iscrizione dopo l'iscrizione che speriamo di rispettare 15 milioni di euro necessari per completare l'attività di società. Noi, pur garantendo la continuità aziendale, cerchiamo un investitore da 15 milioni di euro".

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Dopo la lettera inviata dall'imprenditore americano Joe Tacopina, ecco la risposta della Sigi su alcuni punti salienti. "Abbiamo commesso errori, ci siamo del americano. Un sogno anche mio - ha commesso fidati che aveva fatto euro che versati i 630 mila mila da Tacopina è una regalia, una parte del milione di euro che aveva acquistato I soldi della Sigi sono stati versati senza intermediazioni, Tacopina si è presentato con un pool di investitori ea oggi è inadempiente per contratto visto che non ha pagato il milionetuito ma non a voce, secondo un documento di cui siamo in possesso".

Infine, e soprattutto, l'appello alla città: "Sarebbe più semplice non lascia più e portare la squadra al sindaco. Ma noi vogliamo salvare la storia, abbiamo pochi giorni e con l'aiuto della città possiamo ancora farcela. Per oramo da parte la polemiche, dopo il 28 si potrà dire quel che si vuole, ma ora tutti gli sforzi vanno diretti verso un unico scopo".

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