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Catania, rabbia e orgoglio: squadra in campo contro l'Avellino nonostante gli stipendi pagati a metà

Calcio d'inizio alle 21 per questo turno infrasettimanale scomodissimo con l’ambiente etneo scosso dai guai societai

Di Giovanni Finocchiaro

In tempi normali, Catania-Avellino avrebbe catturato l’attenzione generale solo per fatti legati al calcio. Ma oggi la partita passa tristemente in secondo piano, considerato il quadro d’insieme dipinto dalla dirigenza rossazzurra nel momento in cui non è stata rispettata la data del pagamento degli stipendi (saldati solo a metà) ai tesserati.

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Il silenzio assordate delle ultime ore non lascia presagire alcunchè di risolutivo, quella che era considerata l’agonia del Catania Calcio, adesso è sensibilmente peggiorata. Questa realtà oggi è un morto che cammina, perchè a quanto pare non ci sono soluzioni differenti da quelle descritte, a spizzichi e bocconi, dall’azionista di maggioranza, Gaetano Nicolosi, l’altra sera a Telecolor durante la trasmissione “Corner”.

Ah, c’è la partita e il pubblico torna allo stadio in numero nettamente superiore rispetto alle recenti esibizioni, anche grazie all’allargamento della capienza. Ieri sera, alle 19, i tagliandi venduti erano 950, si aggiungano i mille abbonati, a questa cifra. E anche coloro che acquisteranno on line il biglietto nelle prossime ore. Qualcosa si muove: orgoglio nei confronti di storia, maglia e attuali giocatori che a dispetto di mancati pagamenti, stanno tentando di fare il proprio dovere a testa altissima.

Ieri Baldini ha convocato 23 giocatori, inserendo Greco in lista nonostante un affaticamento. Forse cederà il posto a Provenzano, ma grosso modo sarà il Catania visto in Puglia a cominciare la gara. C’è qualche ballottaggio che verrà sciolto oggi durante la rifinitura mattutina ordinata dal tecnico. Russotto-Russini a sinistra in attacco, Ceccarelli-Biondi dalla parte opposta, con la difesa che potrebbe considerare il ritorno di Zanchi sul corridoio di sinistra per fare rifiatare Ropolo. 

Quel che è certo è che il Catania avrà un supporto speciale dalla curva, dopo un anno di porte chiuse, rientri con capienza limitata. Una novità che non sarà coreografica, ma di grande rabbia e incitamento, questo è certo. I rossazzurri vogliono vincere per orgoglio personale e anche per dare seguito ai tre risultati utili di fila conquistati con sacrificio e impegno assoluto. Se, poi, come è previsto, arriverà la penalizzazione si dovrà ricominciare daccapo, nel tentativo di rimediare a una situazione che, dopo lo scandalo dei “Treni del gol” rappresenta il punto più basso e inglorioso della storia rossazzurra. Sì, perchè la cancellazione del 1993 non fu una mancanza della società, ma un torto che il Palazzo del calcio perpetrò ai danni di Angelo Massimino. Uno smacco che il Catania pagò a carissimo prezzo, ma arrivò immediata la reazione sul campo, con il Cavaliere e il fido e valido ds Franco Mazza capaci di organizzare tra i dilettanti una rivalsa: fu l’inizio di un ciclo che riportò i rossazzurri in alto.

L’Avellino è un avversario sempre scomodo, non solo ai tempi dei play off di Serie C, nell’anno del ritorno in B. Sempre. E oggi anche per gli irpini sarà una gara determinante per il futuro, quello da vivere sul campo e basta, però. Da più parti si sussurra che stasera (il via alle 21) per il tecnico Piero Braglia, indimenticato ex rossazzurro, dovrà essere la gara del rilancio o saranno guai. Per lui. Alla vigilia della parenza per Catania, lo stesso Braglia ha cercato di scuotere la sua squadra: «Noi dobbiamo interpretare bene la partita, cercando di ottenere un risultato importante per rimettere un pò a posto le cose. Avversari dimessi? Non credo proprio: Moro segna sempre, gli altri calciatori sono di assoluto valore, anche se mancherà Piccolo». 

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