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Due mesi per salvare il Catania ma si spera nei "milanesi"

E da subito bisognerà mettere sul tavolo i primi tre milioni di euro per pagare i debiti sportivi

Di Giovanni Tomasello

Il prolungamento dell’esercizio provvisorio al prossimo 28 febbraio ha rappresentato una boccata d’ossigeno per i tifosi rossazzurri scacciando l’incubo della perdita del titolo sportivo ma ora comincia una nuova avventura ed ecco che l’attesa tornerà a essere snervante.

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Il Tribunale ha dato la possibilità al Catania di proseguire il suo cammino in Serie C a condizione che si facciano quadrare i conti in tutti i sensi. Tanti gli interrogativi che in questo momento si susseguono nella mente di chi ha a cuore le sorti della maggiore squadra del calcio etneo e le risposte non sono di certo scontate. Dubbi, perplessità e paure rimangono.

Il fallimento del Catania 1946 - società storica e tra le più blasonate in Italia è troppo recente per essere stato già accettato, ma resta la consolazione di ripartire forti di aver conservato il titolo sportivo così come è avvenuto in passato in altre città italiane. Si pensi solo al Napoli del grande e indimenticabile Diego Maradona, la storia insomma continua anche se si è adesso ancora aggrappati alla speranza di salvare il titolo sportivo. 

In tanti oggi definiscono il Catania “figlio” di quell’amato club purtroppo fallito, forse meglio dire una continuazione di quella società travolta da una montagna di debiti ma salvata per quanto riguarda l’aspetto sportivo ed è sicuramente quel che più conta.

C’è tempo fino al 28 febbraio per la gestione societaria da parte della curatela fallimentare ma, soprattutto, per pubblicare il bando funzionale alla cessione del ramo d’azienda calcistico con una base d’asta che dovrebbe coincidere con il valore negoziale individuato attraverso la sentenza di fallimento, pari cioè a circa 600mila euro. Una cifra che riteniamo vantaggiosa per chi è realmente interessato ad acquisire la società etnea anche se bisogna tenere presente che il tormentato periodo storico che stiamo vivendo non aiuta e spinge anche i più facoltosi alla prudenza nell’effettuare operazioni economiche.

È risaputo che proprio mentre si aspettava la decisione del Tribunale sul prolungamento dell’esercizio provvisorio poi concesso con grande senso di responsabilità, alcuni imprenditori hanno chiesto informazioni sullo stato del club. 

Tra questi non ci sono stati sceicchi o personaggi d’élite della finanza estera e in questo senso non abbiamo mai voluto illudere nessuno parlando anzi chiaramente di voci incontrollate in una città che calcisticamente parlando si è ritrovata sull’orlo del baratro.

Adesso però che il Catania è nelle mani dei curatori bisogna essere concreti. Prematuro oltre che inopportuno fare nomi. Tra oggi e domani il solido gruppo milanese potrebbe avviare un contatto diretto con i curatori e questo rappresenterebbe un primo passo avanti, ma non si possono certamente escludere altri soggetti interessati.

Catania resta una piazza appetibile e chissà se anche degli imprenditori locali non partecipino all’asta. Da coprire ci saranno innanzitutto i quasi tre 3 milioni di euro del debito sportivo e poi occorrerà avere le risorse per avviare un programma per il rilancio in grande stile del club. 

Il Tribunale potrebbe rendere pubblico già in settimana il bando per l’acquisizione del titolo sportivo ed ecco che si potranno conoscere i nomi dei possibili acquirenti. Si spera che in un mese si possa concludere la procedura competitiva e nel frattempo bisognerà ottenere sul campo i risultati per mettersi al sicuro. Nel frattempo per far cassa si potrà solo cedere qualche elemento, difficilmente potranno essere effettuati degli acquisti, ma è chiaro che qualcosa di più si saprà dopo il nuovo incontro che il direttore dell’area sportiva del Catania, Maurizio Pellegrino, avrà con i curatori. Di sicuro oggi cominciano i 40 giorni cruciali per il possibile rilancio di Catania calcistica. 

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