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Europei: il siracusano Matteo Melluzzo nella 4 per 100 in finale per il titolo

Un quartetto rivoluzionato con in pista il formidabile sprinter aretuseo ha centrato l'obiettivo. In finale anche 4 per 100 donne e la 4 per 400 uomini, Tortu sui 200, dopo le finali sui 100 di Jacobs, Ali e la Dosso, di un settore velocità diretto alla grande dal tecnico catanese Filippo Di Mulo  

Di Lorenzo Magrì

Grande Italia agli Europei di atletica. Dopo l'oro nell'alto di "Gimbo" Tamberi, stamattina la 4x100 con l’assenza in extremis del campione olimpico e fresco campione europeo dei 100 Marcell Jacobs e senza Filippo Tortu (stasera correrà la finale dei 200) e Fausto Desalu che con Lorenzo Patta aveva vinto l'oro olimpico ai Giochi di Tokyo, ha staccato il "pass" per la finale di domenica. Il prof. Filippo Di Mulo, catanese, responsabile della velocità azzurra, ha dovuto cambiare tutto a poche ore dalla gara e ha schierato un quartetto inedito con Lorenzo Patta in prima frazione, Wanderson Polanco in seconda, il siracusano Matteo Melluzzo in terza e in ultima Chituru Ali.

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Il quartetto azzurro della 4 per 100 che è approdato in finale

 

Nonostante qualche problema ai cambi e le difficoltà di correre in prima corsia il quartetto azzurro ha conquistato la finale chiudendo in 39"02. E per la prima volta, in 25 edizioni degli Europei, l’Italia è entrata in finale nei 100 uomini e donne, 200 uomini e donne, 4 per 100 uomini e 4 per 100 donne che stamattina con Alessia Pavese, Anna Bongiorni, Zaynab Dosso e Gloria Hooper s'è qualificata per la finale con il quarto tempo: 43"28.

 

Il tecnico catanese Filippo Di Mulo, responsabile della velocità azzurra

 

A completare la festa dello sprint azzurro "targato" Filippo Di Mulo il quartetto della 4 per 400 maschile che chiude in 3'02"60 e si qualifica per la finale con il quartetto composto da Lorenzo Benati, Vladimir Aceti, Brayan Lopez e Pietro Pivotto.

La 4 per 400 donne con Anna Polinari, Raphaela Lukudo, Virginia Troian e la nissena Alice Mangione che nonostante una frazione in 50"96 non riesce a recuperare e l'Italia chiude al sesto posto la batteria in 3'28"14 e dice addio alla finale.

 

La nissena Alice Mangione

 

In finale nell'alto c’è anche Elena Vallortigara, con l'azzurra con pedana bagnata, che supera l'1,87 per entrare tra le migliori dodici e giocarsi le medaglie domenica, dopo il bronzo mondiale di Eugene.

 

 

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