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La "Divina" nella leggenda: per Federica Pellegrini arriva la quinta finale olimpica nel 200 sl

La campionesse e primatista del mondo in carica eguaglia MIchael Phelpes: da Atene 2004 centra sempre l'atto finale della sua specialità preferita

Di Redazione

 La Divina è per sempre. Nella storia, dopo aver compiuto l’ennesimo ribaltone della sua carriera e conquistato la sua quinta finale nei 200 stile libero in altrettante Olimpiadi. Nessuna donna ci era mai riuscita nella storia, solo Phelps tra gli uomini. Immortale, come l'impresa compiuta stamattina all’Aquatic Center di Tokyo che con un 1'56''44 l’ha spinta dentro la finale che si disputerà domattina. «Sono strafelice», dice la Divina a fine gara, in lacrime. «In questa finale ci sono 20 anni di vita», ripete sciolta, di nuovo colorita in volto dopo aver sbiancato ieri con quel 15esimo posto che non prometteva niente di buono: «Oggi sono andata da sola, ho fatto una bella gara, al contrario di ieri che ho fatto proprio una gara di merda, papale papale». Il canto della cigna che non ci stava a chiudere la sua carriera senza aver messo almeno l’ultimo tassello. Tutto il resto - nella notte italiana - sarà di guadagnato, anche se lei vola basso e ammette: «E ora solo divertimento per il mio ultimo 200 stile. Senza prenderci troppo in giro, prendermi questa quinta finale era il vero obiettivo di questa Olimpiade, con un anno di ritardo, alla rincorsa, sono veramente contenta. Domani sarà divertente, sarà l’ultima». E allora chi sarà la prossima regina dei 200? «Titmus, e andrà anche molto vicina al record del mondo», si dice convinta, anche se prima di domani la Divina tira fuori l’ultimo brivido d’orgoglio: «Ma io faccio sempre il tifo per la linea rossa…». E fa credere all’Italia che vale la pena spendere ancora una nottata, l’ultima, tutta per lei. In Italia credono in lei, e anche il presidente del Coni Giovanni Malagò, rilancia: «Le ho parlato poco fa, l’ho trovata serena e conscia della complessità, ma penso che domani nulla le sia precluso, ce lo ha sempre dimostrato. Secondo me non farà neanche troppo i conti sui tempi delle altre». Un motivo in più per mettere comunque la sveglia alle 3:41 ore italiane. 

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