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Il Calcio Catania a Mancini, lavori in corso: e la Federcalcio concederà il titolo sportivo?

Ieri l’imprenditore romano in città con consulenti e legali per definire alcune operazioni

Di Giovanni Finocchiaro

Una lunga giornata di confronti, riunioni, esame di documenti e calcoli economici. Il rogito in corso, il passaggio di consegne dal curatori al gruppo Mancini è in corso. Il proprietario della Fc Catania 1946 è tornato in città nel primo pomeriggio per continuare le mosse e rilevare il ramo d'azienda industriale.

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Ma il titolo sportivo? Dovrebbe mollarlo la Federcalcio e in questo caso, ieri, le parole del presidente della Lega di Serie C, Ghirelli, sono state molto caute. Di attesa. «Ho sempre affermato che avrei parlato alla fine della vicenda, sono in corso le verifiche sulle pratiche da parte di Tribunale e Federcalcio. Mi auguro possa filare tutto liscio, che non ci siano inconvenienti».

Ghirelli ha poi confermato come le difficoltà del Catania durino da anni per i problemi che il club s'è portato dietro trovando poi ostacoli imprevisti come la pandemia, per esempio. In città la pazienza sta raggiungendo i livelli di guardia. C'è chi invita alla calma sottolineando come Mancini sia, comunque, l'unico – e per di più non catanese – che abbia intrapreso questo percorso per tentare di salvare e rilanciare il calcio. Altri, invece, che continuano a non fidarsi e per questo motivo chiedono a gran voce che lo stesso Mancini riesca a concludere le operazioni per il passaggio del titolo sportivo al suo club in grande fretta, perchè sono mesi che si attendono novità definitive e adesso che c’è stato un acquirente si spera che ogni operazione venga completata con tutti i crismi della regolarità. 

Fino a ieri i dirigenti “bloccati” dall'imprenditore romano erano rimasti a  Roma o nelle proprie residenze, come il futuro club manager, Riccardo Fabbro. Gli accordi, secondo le indicazioni di Mancini, sono chiari: interverranno quando la stagione si sarà conclusa e senza intersecare opinioni e lavoro degli attuali dirigenti. Ecco perchè Mancini non ha commentato, almeno fino a ieri sera, la gara del Catania, anche se è stata una sconfitta pesantissima.

E, dopo il 5-1 beccato a Foggia, ovviamente è scattata la caccia al colpevole. Una parte (a dire il vero una minoranza) ha puntato il dito su calciatori, tecnico, sullo stesso Pellegrino colpevole di essersi dimesso adesso e non a fine stagione. Quelle del direttore dell'area sportiva sono dimissioni presentate come atto dovuto. Di fatto, il dirigente sta continuando a  lavorare accanto alla squadra e al tecnico ovviamente, in attesa di comunicazioni da parte di Mancini. 

Ma è anche vero che fino a ieri il lavoro della prima squadra e del vivaio sono stati gestiti dai curatori. A quanto pare con somme derivanti dall'incasso o dalla cifra messa a disposizione da Mancini. Fatto sta che l'attività del Catania continua e potrebbe anche terminare a fine stagione per buona pace di tutti: del gruppo squadra, intanto. Dei curatori che hanno svolto un lavoro di grande delicatezza. Dei tifosi che stanno accanto ai calciatori. Dello stesso Palazzo perchè a chi – tra Lega e Federcalcio – interessa rimodulare la classifica per intero attirandosi gli strali (politici e non solo) degli altri 19 club? Il bello arriverà a fine stagione. Servono investimenti seri e consistenti per tasse e ricostruzione di un club che oggi non esiste, ma che deve rivivere nel segno della continuità e del rilancio. 

Dunque ecco perchè queste sono ore importanti. Ecco perchè il pubblico che segue il Catania resta scettico nonostante tutto. Ecco perchè tanti tifosi si chiedono che lavoro faccia Mancini, se i fondi sono suoi, se ci sono attorno ex uomini della Sigi. Se ci sarà una continuità da giugno in poi. Tanti se. Ma sono giustificabili, perchè continuare a prendere sberle, porgendo l'altra guancia magari no. Il tempo è finito. 

E siccome non si può più giocare sui sentimenti dei tifosi, ecco che Mancini se da un lato è stato l'unico (in mezzo a tanti rappresentanti di aziende importanti sul territorio) che è arrivato da oltre Stretto e che ha affrontato la crisi Catania, dall'altro deve fronteggiare la ritrosia di chi ha vissuto anni difficili e non si fida più. Neanche di certe apparenze che sembrano certezze. 

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