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Il derby dei rimpianti, l'Inter spreca troppo (pure un rigore) e nel finale palo del Milan: 1 a 1

I nerazzurri hanno avuto almeno cinque o sei occasioni nitidissime per segnare ma manca concretezza. I rossoneri resistono e sfiorano il colpaccio

Di Redazione

Il derby di Milano finisce in parità, Milan e Inter sprecano moltissimo e al fischio finale sono tanti i rimpianti per entrambe, ma un po' più per i nerazzurri con Tatarusanu che neutralizza il tiro di Lautaro Martinez dagli undici metri. I rossoneri restano imbattuti in campionato, non riescono a sfruttare il mezzo passo falso del Napoli - fermato 1-1 dal Verona - e così continua la corsa a due in vetta alla classifica. La squadra di Pioli, però, taglia l'ennesimo record: mai nell’era dei tre punti ne era riuscita a conquistare 32 nelle prime 12 partite. L’Inter resta a -7 punti dal primo posto e dai cugini rossoneri e deve fare i conti con l'astinenza dal gol di Lautaro Martinez. 
 Un derby emozionante con tanti colpi di scena soprattutto nel primo tempo e che vede gli attaccanti di entrambe le squadre un pò in ombra. Nella prima frazione accade di tutto: due rigori, uno realizzato e uno parato, un autogol e un salvataggio sulla linea. Finisce in parità ma sono tantissime le emozioni da raccontare, tensione in campo con Calhanoglu grande protagonista. E’ merito suo se l’Inter riesce a sbloccare la partita dopo appena 7 minuti. Il turco lotta spalla a spalla con Kessié in area di rigore, poi l’ivoriano cadendo trascina il centrocampista nerazzurro. Doveri non ha dubbi, proteste accese del Milan ma anche il controllo della Var non cambia la decisione. Al dischetto ci va Calhanoglu, proprio sotto la Curva Sud che lo bersaglia con insulti e fischi per il tradimento della scorsa estate. Ma Calhanoglu trasforma con freddezza e poi esulta con le mani alle orecchie verso gli ultras rossoneri che lo prenderanno di mira tutta la partita. Nell’era dei tre punti è il quarto giocatore ad aver segnato nel primo derby giocato da ex dopo Crespo, Ronaldo e Ibrahimovic. 
 La gioia dei tifosi interisti, però, dura appena cinque minuti, perché sugli sviluppi di un calcio di punizione pennellato da Tonali, De Vrij - nel tentativo di fermare Tomori - beffa Handanovic di testa. Dopo poco più di un quarto d’ora, torna la parità ma i colpi di scena non sono ancora finiti e al 25' viene concesso il secondo rigore ai nerazzurri per un fallo netto di Ballo-Touré in scivolata su Darmian. Questa volta sul dischetto ci va Lautaro ma Tatarusanu aspetta l’ultimo secondo e si tuffa dalla parte giusta, intercettando il penalty dell’argentino che non festeggia un gol da più di un mese. Il Milan costruisce meglio, grazie anche alla mossa tattica di Pioli di mettere Krunic in marcatura stretta su Brozovic. Così l'Inter fatica ad impostare ma sul finire del primo tempo ha un’occasione clamorosa di portarsi in vantaggio: Bastoni serve una palla dietro a Barella che - libero - calcia a botta sicura ma Ballo-Touré salva sulla linea. Poco dopo Lautaro sfiora il palo, sciupando un’altra ottima occasione. 
 Pioli nota le difficoltà di Ballo-Touré e a inizio ripresa lo sostituisce con Kalulu. Calhanoglu, bersagliato dagli insulti dei tifosi rossoneri, sembra caricarsi col tifo contro e va ancora vicino al gol al 10' della ripresa calciando al volo da destra senza però trovare una deviazione vincente di Lautaro a due passi dalla porta. L’Inter costruisce con più fluidità, guadagnandosi calci d’angolo a ripetizione. Al 23' Barella è costretto a lasciare il campo per un problema fisico - un affaticamento muscolare che dovrà essere valutato in vista degli impegni della Nazionale - al suo posto entra Vidal che si fa murare due volte da Kalulu. Anche Dzeko è costretto a lasciare il campo per un affaticamento muscolare. Al 37' doppia occasione per il Milan: Ibra cerca il bis su punizione come a Roma ma Handanovic fa buona guardia, poi Bennacer spreca da centro area. Nei minuti finali il Milan tira fuori le ultime energie e va all’assalto, tanto che Saelemeakers allo scadere centra il palo dalla distanza e Kessié clamorosamente non inquadra la porta sulla ribattuta. Rimpianti ed errori, in un derby equilibrato che non cambia la classifica. 

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