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Il karateka Busà: "Onorato di essere il portabandiera"

In partenza per Orano con il team azzurro. L’atleta siciliano, di Avola, si sente "sereno, dopo l’oro olimpico mi concentro più sulla performance"

Di Redazione

«Sono contento di non avere smesso, altrimenti non avrei avuto questa opportunità. Ringrazio Malagò e Mornati per aver fatto il mio nome come portabandiera. Rappresentare il mio Paese, la mia regione e tutti gli sport è qualcosa che mi onora, mi gratifica e mi inorgoglisce tantissimo». 

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 Lo ha detto Luigi Busà, karateka azzurro portabandiera ai Giochi del Mediterraneo, durante la conferenza stampa dell’Italia Team in partenza all’aeroporto di Fiumicino per Orano 2022. «Mi sono preparato al meglio, quello mediterraneo è l'unico ora che mi manca e farò di tutto per portarlo a casa. Spero che la federazione mondiale di karate faccia un bel lavoro in vista di Los Angeles 2028, il karate merita di essere alle Olimpiadi». 


 L’atleta siciliano, di Avola, si sente «sereno, dopo l’oro olimpico mi concentro più sulla performance che sul risultato. Non vedo l'ora di riscendere sul tatami. Io mi sento anche meglio che a Tokyo, sono più leggero, posso fare ancora un paio d’anni bene. Il sogno sportivo di Busà «è portare più in alto possibile il karate fino a che non rientreremo alle Olimpiadi. E’ uno sport che dà molto ai giovani attuali in termini di educazione e rispetto. Sto facendo tanto in tv su argomenti importanti come bullismo e cyberbullismo. Vi annuncio che il 20 settembre ci sarà un grande appuntamento a cui sto lavorando, segnatevelo sul calendario». 
 

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