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Il Tribunale ha dichiarato il fallimento del Catania calcio

La decisione depositata nel pomeriggio. Sì all'esercizio provvisorio e il club potrà finire la stagione, ma ora bisognerà attendere il mercato di gennaio 

Di Giovanni Finocchiaro

 Il fallimento del Calcio Catania Spa è stato ufficializzato nel pomeriggio dalla sezione fallimentare del Tribunale etneo con una sentenza pubblicata dopo aver accolto l'istanza della Procura della Repubblica. Il Tribunale ha autorizzato l'esercizio provvisorio dell'azienda: vuol dire che la squadra potrà continuare a giocare fino alla fine del campionato. Bisognerà capire con quali giocatori – adesso che si apre il mercato autunnale – tra quelli attualmente in organico.

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Il Tribunale ha nominato tre curatori incaricati di gestire la società fino a giugno. Si tratta dei commercialisti D'Arrigo e Giucastro e dell'avvocato Basile. A loro il compito di individuare le disponibilità monetarie per portare a compimento l'attuale campionato. Nessuna reazione, fino a questo momento dalla società che ha la facoltà di ricorrere alla corte d'Appello entro 30 giorni.

La squadra giocherà in serata la partita di campionato contro il Monopoli con inizio alle 21 allo stadio Massimino. Facile comprendere con quale stato d'animo. I tifosi organizzati sono riunti per decidere se entrare allo stadio e sostenere i calciatori o disertare curve e tribune.

Ieri al palazzo di Giustizia, in piazza Verga, si è svolta l'udienza prefallimentare che ha visto confrontarsi la Sigi e i consulenti tecnici nominati dal Tribunale,. I tre hanno esaminato lo stato economico del club rossazzurro, valutandone il valore dei beni materiali e non, la consistenza debitoria, gli incassi transitati anche negli ultimi tempi tra sponsor, vendita di abbonamenti e biglietti e altre voci ancora.
Che sia emersa una grave insolvenza è evidente. Il Pm Fabio Regolo aveva insistito sulla dichiarazione di fallimento per insolvenza.
Cosa può accadere, dunque? Gli incassi sono minimi, anche se è stato portato come argomento la manifestazione di interessi che si è palesata da tempo e che – secondo la tesi della Sigi – potrebbe mettere di nuovo in carreggiata il club. Un gruppo che fa capo a un imprenditore romano, Benedetto Mancini, che in terra laziale non è che abbia tanti estimatori, visto che le sue esperienze a Rieti e a Latina non sono state – diciamo così – foriere di novità positive. Insomma questa è una delle manifestazioni d'interesse, l'altra riguarda gli inglesi che da tempo affiancano la Sigi e avrebbero versato denaro sotto forma di sponsorizzazione. La mancata ricapitalizzazione è il nodo di tutto questo dramma. Il punto cruciale, purtroppo.

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