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Il futuro del Catania è appeso a un filo: subito un investitore o si rischia il fallimento

L'ultima assemblea dei soci Sigi ha solo acuito le divergenze interne. Due giorni di tempo per dare risposte al collegio dei sindaci

Di Giovanni Tomasello

Un’assemblea dei soci durata oltre quattro ore, ma che è servita a ben poco inasprendo anzi gli animi perché all’interno della Sigi continuano a esserci divergenze e contrasti interni che sono sorti già qualche mese dopo la costituzione della Spa e strada facendo si sono pure aggravati.

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Il futuro - e lo scriviamo ancora una volta a chiare lettere per non alimentare facili illusioni -  resta incerto,  quel che manca sono le adeguate risorse economiche e si resta aggrappati alla speranza che si presenti qualche nuovo investitore, in particolare due che si aspettavano già lunedì sera a Torre del Grifo ma che potrebbero farsi vivi nelle prossime ore. 

Lunedì poco prima che scoccasse la mezzanotte e cominciasse un nuovo giorno si è avuta la conferma che in questo momento il Catania società è in pericolo. Serve subito liquidità  - almeno 300 mila euro al mese - per concludere la stagione non dimenticando che c’è poi da sanare il forte debito che grava sulla società. «Stiamo facendo di tutto - ci ha dichiarato ieri l’avv. Giovanni Ferraù - per rispettare le scadenze del 18 ottobre e siamo pronti a fare i salti mortali. Occorre però la collaborazione di tutti».

NESSUNA RICAPITALIZZAZIONE Era l’argomento clou da trattare lunedì sera, ma alla fine si è solo deliberato un aumento di capitale sul quale ci sono delle divergenze. In pratica si vorrebbe ricapitalizzare secondo la percentuale di possesso di ciascun socio ma lo stesso Ferraù precisa: «Non possiamo di certo pretendere che chi ha dato un contributo minimo possa ora sborsare una cifra enorme così come neanche chi ha elargito un finanziamento cospicuo è obbligato a farlo ancora».

Inutile negare che al punto in cui si è arrivati si corre il rischio del fallimento. Restano ormai meno di due giorni per dare una risposta al collegio sindacale del Calcio Catania che dovrò poi prendere atto della situazione e agire.

IL FUTURO DEL VILLAGE. Si tratta di un’altra vicenda complessa. Di sicuro come già riferito in passato stupisce che una parte del centro sportivo - ci riferiamo alla Foresteria di Torre del Grifo - sia stata affittata dal Calcio Catania senza neanche stipulare un contratto di locazione. Ci sono adesso  richieste d’affitto per altre strutture del Village, ma ancora non si è raggiunto alcun accordo. 
Non si è riusciti a eleggere neanche il nuovo Cda e resta  così in carica quella formato dall’avv. Giovanni Ferraù presidente, Gaetano Nicolosi  e Giovanni Palma consiglieri. Tutto come prima insomma.

Nel frattempo i tifosi sono comprensibilmente allarmati e riportiamo per intero il comunicato della Curva Nord Catania. Eccolo: «Finora siamo rimasti in silenzio perché la nostra unica preoccupazione, nella situazione drammatica che stiamo vivendo - scrivono i tifosi -  era quella di tenere insieme i cocci e stringerci alla squadra, senza alimentare discussioni polemiche e contrapposizioni. Ma davanti alle pagliacciate non si può stare zitti e fare finta di niente. Quella che avete messo in scena ieri sera, cari soci della Sigi, è l’ennesima pagliacciata. Sulla pelle del Catania e dei suoi tifosi. A noi, dei vostri regolamenti interni sui conti, non ce ne frega nulla. Ma non vi permetteremo di gestire 75 anni di storia in questa maniera ridicola. Chiediamo ufficialmente un incontro con l’intera compagine societaria Sigi. Con tutti, chi ha messo i milioni e chi ha messo dieci euro. Attendiamo risposta, luogo e ora».

 

 

La Sigi si è detto subito disponibile all’incontro che avverrà a fine settimana. L’attesa continua, l’ansia aumenta e sarebbe stato meglio dare il Catania al gruppo guidato dall’avv. Tacopina ma nello sport così nella vita non sempre si fanno le scelte giuste ed è preferibile mettere una pietra sul passato anche se restano rabbia e rimpianti.  

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