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Italia inguardabile fa solo pari con l'Irlanda del Nord: ora il Mondiale passa dagli spareggi

Gli Azzurri deludenti. Il girone lo vince la Svizzera

Di Redazione

Non era paura, era realtà. Quattro anni dopo il disastro del mondiale mancato, l’Italia si è smarrita di nuovo nella notte di Belfast. Un altro pareggio - uno 0-0 come a Milano nel 2017 contro la Svezia - e la nazionale è di nuovo nel panico. In Qatar per la strada diretta va la Svizzera, che all’ultima giornata batte 4-0 la Bulgaria e sorpassa gli azzurri. Alla nazionale di Mancini resta la possibilità di un altro spareggio, che per di più questa volta non è a sfida diretta andata e ritorno ma un torneo a quattro, con avversarie di tutto rispetto: la Svezia di nuovo, stavolta con Ibrahimovic e poi il Portogallo, forse la Norvegia di Haaland, forse l’Olanda. Insomma, un mini europeo durissimo. 

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Mancini, deluso dalla partita senza gol nè guizzi al Windsor Park, può sperare solo di ritrovare a marzo quanto perso per strada dall’Europeo vero, vinto, a oggi: i giocatori (Spinazzola, Chiellini, Verratti, Immobile) e il gioco. Contro il muro dell’Irlanda del Nord, quattro partite di qualificazione e nessun gol segnato, le difficoltà attese sono infatti aumentate sotto il moltiplicatore del vuoto di idee azzurre. Gioco bloccato, lentezza, qualche occasione nel primo tempo, poco o niente nel secondo, con l’Irlanda che nel finale ha addirittura sfiorato il colpo. 

Per la partita decisiva, Mancini aveva scelto i due cambi previsti: Tonali sostituiva Locatelli, Berardi si piazzava a destra della linea di attacco lasciando il centro a Insigne, invece che a Belotti seduto in panchina. Baraclough, da parte sua, confermava che i proclami d’attacco della vigilia sono più pretattica che tattica e schiera un 4-1-4-1 che con l'arretramento del capitano Davis sulla linea difensiva diventa quasi sempre un 5-3-1-1, con White alle spalle dell’unica punta, Magennis. Ma quando il gioco lo aveva in mano l’Italia, dieci maglie verdi dietro la palla: insomma, un catenaccio vecchia maniera. L’avvio dell’Irlanda è comunque forte: palle alte, gioco duro a centrocampo, il palleggio fino degli azzurri appare soffocato. Un lancio di Bonucci per Berardi, oltre la linea difensiva irlandese, al 5' e soprattutto il cambio gioco su Di Lorenzo pescato solo in area, all’8', sono i primi sprazzi dell’Italia: sul terzino, è bravo il portiere Peacock-Farell ad alzare il tiro-cross sotto la traversa. 

E’ il primo pericolo creato, ma l’insistenza sul lancio in profondità contraddice le intenzioni di Mancini e racconta le difficoltà azzurre a uscire palla a terra in zona pericolosa. Ci prova Barella da fuori, al 15', il tiro è debole e centrale. Poco effetto anche nel destro a giro che Insigne prova al 27', su schema d’angolo, poi si fa vedere anche Chiesa, fino alla mezzora latitante. L’occasione d’oro arriva, e non poteva esser diversamente, su errore dell’Irlanda: al 37', la palla rubata da Berardi diventa un assist per Insigne che in area indovina la prima sterzata ma sulla seconda è costretto a un tiro debole tra le braccia del portiere. Scelte sbagliate che fanno infuriare Mancini, come quella una manciata di secondi dopo, con Berardi che lancia Chiesa un attimo in ritardo, invece di aprire su Insigne, e cade nella trappola dell’off side. Finisce senza reti il primo tempo, esattamente come a Lucerna Svizzera-Bulgaria: l’unica buona notizia della prima metà. Ma dura poco. 

L’urgenza di un cambio passo è certificata dal cambio al rientro in campo: Cristante subentra a Tonali, ammonito e dunque a rischio ma soprattutto estraneo dal gioco lì dove la partita è più intensa. Passano 3' e Insigne lanciato da Bonucci ha la palla buona dal limite, ma il tiro largo è uno spreco. Sull'azione successiva Donnarumma sfodera la prima parata su Saville e salva l’Italia, proprio in contemporanea al vantaggio della Svizzera sulla Bulgaria. Da Lucerna arriva la notizia del raddoppio elvetico, e Mancini accelera i cambi allo scadere dell’ora, quando Chiesa spreca la miglior occasione da dentro l'area. Entra Belotti per Barella, è un’Italia tutta d’attacco: la prima volta di un 4-2-3-1. Bernardeschi per Insigne e Locatelli per Jorginho provano ad aggiungere freschezza, ma la partita resta bloccata, e più di calci d’angolo in serie l'Italia non ottiene. La frustrazione azzurra è direttamente proporzinale all’inazione. La carta della disperazione è Scamacca nei minuti finali, mentre la Svizzera dilaga fino al 4-0 in casa sua a Windsor Park Dallas in contropiede e Whasington su uscita di Donnarumma vanno vicini al colpaccio. In ogni caso, l’Italia si è già arresa: in testa c'è un nuovo incubo, il play off. 

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