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Italia facci sognare: tra gli Azzurri e i quarti c'è l'ostacolo Austria

Nazionale lanciatissima ma Mancini avverte: «Non bisogna sottovalutare nessuno»

Di Redazione

Ecco l’Europeo che Roberto Mancini aspettava. Dopo tre partite da assoluta protagonista, e con la corona di reginetta del bel gioco nella prima fase attribuita da molti osservatori, l’Italia contro l’Austria comincia il torneo del dentro o fuori. E lo fa nello stadio mito del calcio.

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«La maggior parte dei calciatori non ha la fortuna di giocare su quest’erba, e chi lo fa deve onorare uno stadio fantastico con una grande prestazione. L’Italia lo farà», dice il ct che sul prato londinese pianse nel '92, per la sconfitta della sua Samp contro il Barcellona nella finale di Coppa Campioni

Ma come direbbe il gemello del gol, Gianluca Vialli, ora al suo fianco come capo delegazione, quando il gioco si fa duro...E Mancini cambia volto: dalla fiducia e voglia di divertirsi delle prime tre partite, passa allo sguardo più fermo. «Mi sono divertito molto, e voglio divertirmi ancora da ct: ma ora cominciano le partite da dentro o fuori, dove non puoi sbagliare nulla. E dico che la prima a eliminazione diretta è anche più difficile, se passiamo questo impatto poi sarà più facile..."

Contro la nazionale di Franco Foda, ct austriaco di padre italiano, l’Italia insegue - per l’ottava volta nella sua storia - il passaggio ai quarti di finale, come già cinque anni fa sotto la guida di Antonio Conte. Un traguardo che alla vigilia della trasferta londinese appare assolutamente alla portata degli Azzurri. «Siamo tranquilli perché possiamo contare su un gruppo di bravi giocatori - le parole di Mancini alla vigilia -. Chiunque scenderà in campo domani farà bene, anche se sappiamo che ci aspetta una partita difficile, nella quale non potremo commettere errori». La prima senza rete di protezione: chi sbaglia va a casa. «E' un elemento di difficoltà in più, in questo senso penso che, in caso di qualificazione, mentalmente l'eventuale partita successiva sarebbe più facile da preparare», la raccomandazione del ct che chiede ai suoi di rispettare il prestigioso palcoscenico che ospiterà l’ottavo di finale: "Wembley è uno stadio stupendo, un tempio del calcio. Deve essere un piacere giocare qui, ci sono giocatori che non ci riescono in tutta la carriera. Ricordo la vittoria dell’Italia, nel 1973. E anche la finale di Champions, persa con la Sampdoria: una grossa delusione, ma quante emozioni. Qui - conclude - bisogna giocare bene per forza, sarebbe un peccato non farlo». I dubbi, dice il ct, sono quasi tutti risolto: Di Lorenzo dovrebbe giocare terzino destro, Acerbi al fianco di Bonucci perchè Chiellini non è ancora recuperato al cento per cento, e a centrocampo la forma di Verratti dovrebbe tener fuori Locatelli, nel terzetto completato da Jorginho e Barella. In avanti, si torna al trio iniziale, Berardi-Immobile-Insigne.

Mancini esclude che l’eccesso di sicurezza possa portare i suoi a sottovalutare gli austriaci, la trappola più insidiosa per una nazionale reduce da una impressionante striscia di imbattibilità che dura da 30 partite. Ma Bonucci e compagni non si sono limitati ad eguagliare il record della nazionale di Vittorio Pozzo degli anni '30: lo hanno fatto con stile ed eleganza, proponendo un calcio d’autore anche nelle prime uscite ad Euro 2020. «E dovremo giocare così anche contro l’Austria, senza rinunciare alle nostre prerogative che finora ci hanno dato grandi soddisfazioni». Grazie ai tre successi registrati all’Olimpico, nella fase a gironi, gli azzurri hanno portato a 11 le vittorie consecutive, tutte senza reti al passivo. A conferma di un equilibrio, tra le due fasi, che rappresenta la vera forza di una squadra, che sembra arrivata al pieno della sua maturità e consapevolezza. Così non sono solo gli allibratori a puntare sicuri sull'Italia, nel match di domani sera a Wembley davanti a 22.500 spettatori (un quarto della capienza totale, ma gli italiani presenti saranno solo i residenti sull'isola, per via dell’obbligo di quarantena imposto a chiunque arrivi dall’estero), ma anche i precedenti storici: se è vero che l’Austria ha battuto l’Italia ben 12 volte (a fronte di 16 successi italiani), l’ultimo squillo austriaco risale addirittura ad oltre 60 anni fa (vittoria in amichevole a Napoli). Da allora, 10 vittorie per gli Azzurri, e tre pareggi.

Altrettanto scoraggianti, per la nazionale dell’ex Inter Marko Arnautovic, i precedenti a Wembley, con l’ultima esibizione, nel 1973, terminata con un umiliante 7-0 per l'Inghilterra. «Ma l’Austria è un’ottima squadra, con qualità, e giocatori validi sia fisicamente che tecnicamente. E’ la tipica squadra che ti fa giocare male perché pressano bene». Un giudizio condiviso dal capitano azzurro, Leonardo Bonucci: «E' sicuramente la squadra più forte che abbiamo incontrato in questo Europeo nel suo complesso, con individualità importanti, un modo di giocare tedesco, bravi nel recupero palla».

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