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Jacobs in finale con la staffetta 4x100: «E alle insinuazioni neppure rispondo»

Domani Marcell con Filippo Tortu, Fausto Desalu e Lorenzo Patta a caccia di un altra medaglia per l'Italia

Di Giacomo Rossetti

L’uomo più veloce del mondo vola con i suoi compagni nella 4X100: Marcell Jacobs, Filippo Tortu, Fausto Desalu e Lorenzo Patta ha conquistato la finale (in programma domani alle 15,50) con un brillante terzo posto (in 37'95) alle spalle di Canada e Cina. «Sono molto contento perchè siamo scesi in pista con un grande spirito di squadra - esordisce allegro Marcell - E’ fantastico raggiungere un’altra finale, domani io e i compagni daremo il massimo».

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Jacobs commenta il proprio stato di forma: «In realtà ho fatto un po' fatica, oggi le mie condizioni non erano ottimali. Non ero al 100 per cento, ma domani è un altro giorno e spingeremo al 110%. Non c'era un frazionista avversario che faceva più paura di altri: «Alla fine conta tutta la squadra, e portare il testimone in fondo. Guardate il Sudafrica: poteva essere un rivale tosto, non sono riusciti a concludere la staffetta». C'è stata anche un’eliminazione a sorpresa: «Davo una medaglia quasi sicura agli USA, che però non hanno raggiunto la finale».

Dopo la sbornia di quel primo agosto che ormai è entrato nella leggenda dello sport italiano, Marcell fatica a separarsi fisicamente dalla medaglia d’oro: «Ci sto dormendo assieme, faccio ancora fatica a crederci essendo rinchiuso nel villaggio. La tengo nell’appartamento, è sempre con me, ogni tanto la ammiro».

Visto che tutto il mondo ha provato a parlare con lui dopo il trionfo di Tokyo, per Marcell è stato faticoso contattare la sua famiglia: «Ho avuto tre giorni per "spezzettare" tutte le chiamate, ma alla fine sono riuscito a parlare con tutti».

La stampa americana e inglese - incapace di mandare giù il trionfo dell’atleta azzurro in una specialità dove non l’Italia non aveva mai raggiunto la finale - ha messo in giro la parola che tutti non vogliono sentire: doping. «I loro discorsi non mi toccano assolutamente: io sono arrivato qui dopo tanti sacrifici, tanto lavoro, tante sconfitte e tante delusioni», replica sereno ma deciso Marcell. «Mi sono sempre rialzato e tirato su le maniche, so che tutto questo che è successo è solo merito del duro lavoro. Neanche gli rispondo perchè darei loro importanza».

E alle frasi polemiche dell’ostacolista Karsten Warholm sulle nuove scarpe Nike, l'italiano risponde: «Innanzitutto lui aveva le Puma. Ogni marchio, in questo momento, fa scarpe tutte identiche l’una all’altra». E ancora: «Quando mi hanno mandato le scarpe nuove ho fatto apposta dei test sui 60-70 metri. Dai dati del computer non abbiamo visto nessuna differenza rispetto a quando usavo le vecchie, è più che altro una questione di adattamento alla calzatura».

Jacobs spiega anche l’accenno della fidanzata Nicole a un futuro negli Stati Uniti: «Col fatto che sto riallacciando i rapporti con mio padre, passare dei periodi dell’anno con i miei parenti di lì era qualcosa che poteva aiutare anche per il mio domani. Ma tutto qui: non ho mai avuto e non ho alcuna intenzione di andare ad abitare là, io in Italia mi trovo benissimo e ho tutto quello che mi serve».

Ma la staffetta azzurra non è solo Jacobs: «Finale aperta a qualsiasi risultato? Sapevamo di poter arrivare in fondo - spiega Filippo Tortu - non ci siamo posti limiti. Ci sembra di aver fatto un 400 a testa, ora recuperiamo per domani». Fausto Desalu è fiducioso: «E' una bella emozione correre con un campione olimpico. Il gruppo è molto fomentato e unito. Sono scaramantico, ma penso che abbiamo molto margine». Chiude Lorenzo Patta: «Ero tranquillo nonostante fosse il mio esordio. Solo stamattina avevo un pò d’ansia».

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