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L'avvocato Mattia Grassani: «Ecco come potrà rinascere il Calcio Catania»

L'esperto di diritto sportivo: «Non è obbligatorio indire un bando pubblico, ma il sindaco deve presentare un soggetto imprenditoriale valido

Di Giovanni D'Antoni

Ci vorrà tempo, tanto, per smaltire l’esclusione dal campionato e la conseguente scomparsa dal calcio prof del Catania, ma se è ancora legittimamente forte l’amarezza per quanto accaduto, nella mente dei sostenitori catanesi c’è un nuovo tarlo. La parola-chiave è ripartenza, fattore che accelererebbe il processo di smaltimento delle delusioni. La fatidica ripartenza dovrà seguire procedure ben precise. Fondamenta solide totalmente assenti in campo economico-finanziario in casa Catania negli ultimi anni.

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Il bando atteso prossimamente spianerà la strada su questo desiderio di dare a Catania, un futuro calcistico degno. L’iter procedurale che coinvolgerà l’assegnazione del titolo sportivo, passaggio che vede in causa le componenti Figc e Comune di Catania, prevede ad ogni modo argomenti delicati. Aspetti toccati sapientemente dall’avvocato Mattia Grassani, legale esperto di diritto sportivo:

Avvocato, con la cessazione dell'esercizio provvisorio, toccherà al comune affidare, tramite la FIGC e dietro importante analisi, il titolo ad una nuova realtà imprenditoriale. Quale iter di assegnazione seguirà l’ipotetico futuro bando e quali requisiti fondamentali presuppone?

«La norma federale di riferimento - vale a dire l'articolo 52, comma 10, delle NOIF - non prevede l'obbligo di un bando pubblico, bensì soltanto che il nuovo soggetto rappresentativo della città di Catania nel calcio sia individuato dalla FIGC, d'intesa con la LND (Lega nazionale dilettanti, ndr) Poiché la norma attribuisce il diritto di presentare un club da ammettere in sovrannumero a una categoria dilettantistica regionale o nazionale in capo alla 'città', la FIGC coinvolge nella scelta il Sindaco, senza, però, porre alcun obbligo di bando pubblico».

 

 

 

Dunque, il ruolo della Federcalcio nella vicenda quale sarà?

«Più semplicemente, la FIGC chiederà formalmente al Sindaco di 'presentare', entro un determinato termine, un soggetto imprenditoriale ritenuto adeguato a rappresentare il Catania nel calcio italiano. La prassi del bando pubblico è stata introdotta negli ultimi anni da sindaci di città quali Bari e Palermo, per agevolare la migliore individuazione del prescelto, con risultati devo dire davvero soddisfacenti in termini di trasparenza e credibilità».

Ha citato gli esempi di Bari e Palermo. I requisiti per la partecipazione e le modalità di presentazione del piano seguiranno un percorso identico?

«Come detto, dipenderà dalle scelte del Sindaco. Certamente i bandi di Bari e Palermo possono rappresentare parametri di assoluta attendibilità e autorevolezza. Se fossi un consulente del sindaco, consiglierei una telefonata ad Antonio Decaro o Leoluca Orlando».

 

 

 In base alle normative federali, un titolo non viene assegnato solo per meriti sportivi, ma la società acquirente deve rispettare anche severi parametri di natura economica. Potrebbe questo aspetto evitare nuovi "casi Mancini"?

«L'art. 52, comma 10, delle NOIF prevede come requisiti essenziali che la società individuata debba adempiere alle prescrizioni previste per l'iscrizione al singolo campionato, non avere soci e/o amministratori che abbiano ricoperto, negli ultimi 5 anni, il ruolo di socio, amministratore o dirigente con poteri di rappresentanza nell'ambito federale, in società escluse dal campionato o a cui sia stata revocata l'affiliazione, corrispondere la somma a fondo perduto in favore della FIGC, determinata da quest'ultima, pari ad almeno 300.000 euro in caso di partecipazione al campionato di D e di 100.000 in caso di Eccellenza. In mancanza di uno di questi tre requisiti, il titolo sportivo non verrà assegnato».

Quali aspetti prenderà maggiormente in considerazione il Comune di Catania, in fase di decisione e affidamento del titolo?

«Certamente porrà grande attenzione sulla solidità del soggetto chiamato a gestire il club e sul progetto sportivo pluriennale che lo stesso presenterà, dimostrando programmi ambiziosi e spalle sufficientemente larghe».

 

 

La stessa amministrazione comunale che si impegnerà a redigere l’avviso pubblico potrà richiedere garanzie sulle manifestazioni d'interesse delle società interessate? Se sì, in che misura?

«Gli unici adempimenti economico-finanziari che la nuova società sarà chiamata a sostenere, per regolamenti federali, sono quelli legati all'iscrizione al campionato di competenza e al versamento di una somma stabilita dalla FIGC, 300.000 in caso di partecipazione alla Serie D. Nulla vieta, però, al sindaco di introdurre criteri anche più rigidi per individuare il soggetto più accreditato da presentare alla FIGC». 

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