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L'imprenditore, l'immobiliarista e il re dei monopattini: ecco chi vuole il Catania

Entro sabato si saprà chi ha risposto alla manifestazione di interesse: si riparte della serie D, ma stavolta serve chiarezza e un progetto a lunga scadenza 

Di Giovanni Finocchiaro

Un gruppo si è manifestato di già. Altri due, forse persino un terzo, sono pronti a correre per impossessarsi del nome Catania e provare a fare calcio. Seriamente, però. Se lo augurano i tifosi che aspettano sabato per capire quale sarà la consistenza di ogni candidato di fronte a una manifestazione d’interessi che prevede regole importanti e imprescindibili.

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Siamo ancora ai momenti delle ipotesi e delle speranze. Roba che ai tifosi fa affiorare l’orticaria. E come dare loro torto? I Treni del gol, i due anni Sigi, il fallimento del 22 dicembre scorso, la data del 9 aprile che ha fatto cadere la matricola storica impedendo al Catania di ultimare il campionato proprio quando restavano tre gare interne e il derby di Palermo per sprintare verso i play off.

Logico che quando si parla di ipotesi, di voci, di gruppi che porterebbero in dote progetti e quattrini chiunque rimanga scettico. Anzi di più. Troppe chiacchiere e troppi misteri hanno compromesso il destino del calcio in città e, a questo punto, è anche giusto che i sostenitori vogliano solo assistere a un rilancio certo. Ripartendo della Serie D e non da altre categorie minori.

Il gruppo Rzs Corporation che fa capo a Fabio Maestri si è già dichiarato e ha già idee chiare e la voglia di lavorare su un territorio che aspetta soltanto un cenno per tornare a respirare aria di pallone e non di Tribunale. Le dichiarazioni agli organi di stampa sono state rese dall’avv. Luigi Edoardo Ferlito che, al momento, è consulente legale dell’ing. Maestri.

Maestri non sarà l’unico concorrente. L’ipotesi di una presenza forte di un immobiliarista con un patrimonio importante si è già fatta strada da tempo. E, anche in questo caso, sembrano esserci idee e progetti. Sul piano industriale insistiamo da tempo e non tanto per riempire spazi. Quello di un progetto pluriennale è un punto nodale di importanza vitale per la storia del calcio cittadino. Improvvisare non si potrà mai più. Non lo permetteranno i tifosi, non lo permetteremo noi, per il ruolo di informatori, non lo permetterà neanche il sindaco facente funzioni, Roberto Bonaccorsi, che è stato chiarissimo.

Così come è stato chiaro su eventuali presenze, più o meno celate, che si legano a un passato davvero da dimenticare. Sui social questo argomento viene discusso in maniera animata. Anche qui mille ragioni, ma uno dei punti della manifestazione di interesse lanciato dal Comune è esplicito: non sono gradite e non saranno ammesse, soprattutto, presenze che si riconducono agli errori o al fallimento del passato recente. 

Due gruppi sono già (quasi) noti, ma ne potrebbero arrivare altri: il primo è ormai notoriamente legato al re dei monopattini che sembra stia ultimando i particolari per presentare una propria proposta in Municipio. Ne potrebbe spuntare un quarto. 

Folla e buoni propositi? Si spera, a quel punto sarà il Comune a scegliere il gruppo al quale affidare il nome Catania e la concessione dello stadio Massimino. Il successivo passo sarà l’incontro in Figc per avere autorizzati piano e consistenza patrimoniale. E, di conseguenza, gli organi federali assegneranno alla città e al gruppo un titolo sportivo, figlio di quel che verrà portato in dote e di quello che il candidato sarà capace di organizzare da qui a tre o quattro anni, come minimo. 

Qualche candidato gira già per siti e trasmissioni on line per spiegare tutte le buone volontà di questo mondo. Libero di farlo, il nostro giornale - com’è accaduto in altre fasi e con altri candidati presunti salvatori della Patria - vuole aspettare certezze. Che sono quelle che interessano ai lettori e ai tifosi. Promesse e verbi coniugati al futuro per ora lasciano il tempo che trovano. E, dopo aver vissuto anni a vagare tra le macerie, sarebbe opportuno parlare di realtà certificate. Prima o poi lo faremo. 

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