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Pugilato, l'Italia torna sul podio iridato grazie al catanese Cavallaro

Ai Mondiali Assoluti di Belgrado ha battuto nei quarti dei 75 kg il kazako Raiys e domani con una medaglia certa al collo salirà sul ring per le semifinali contro il cubano Hernandez Martinez

Di Lorenzo Magrì

L’Italia dopo otto anni torna sul podio dei Mondiali di boxe e lo fa grazie all’impresa firmata dai due straordinari pugili, il catanese Salvatore Cavallaro e Abbes Mouhiidine, papà marocchino e mamma irpina. Ieri ai Mondiali di Belgrado, Salvuccio "Occhi di Tigre" Cavallaro è stato autore di una straordinaria impresa nei quarti dei 75 kg battendo il campione kazako Nurkanat Raiys con un soffertissimo 3 a 2 arrivato per “split decision” (un 29-26, due 28-27 e due 27-28) e con una medaglia già sicuro al collo domani tornerà sul ring per le semifinali contro il cubano Yoenlis Hernandez Martinez. Abbes Mouhiidine nei quarti dei 92 kg ha invece dominato la scena contro l'indiano Sanjeet e domani in semifinale troverà lo spagnolo Reyes che ieri ha battuto il favorito dei 92 kg, lo statunitense Tailey.

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Giovanni Cavallaro, il dt Emanuele Renzini, Abbes Mouhiidine e Gennaro Moffa

 

«E’ stata troppo forte la delusione per la mancata partecipazione ai Giochi di Tokyo - fa il suo esordio Salvuccio “Occhi di Tigre” Cavallaro - e dopo l’operazione al bicipite brachiale sono tornato in palestra più forte di prima per non fallire l’appuntamento con il Mondiale».

Cavallaro, classe 1995, tesserato per il Gs Fiamme Oro, è cresciuto alla Fit Bull Palestre di Catania con il papà-maestro Giovanni Cavallaro che a Belgrado fa parte dello staff tecnico azzurro diretto dal dt Emanuele Renzini e non si accontenta del bronzo già sicuro: «Non voglio fermarmi, sono venuto ai Mondiali per vincere e non mi accontento certo del bronzo. Ho vinto tutto in carriera, mi mancava un podio iridato e la partecipazione alle Olimpiadi, il primo obiettivo l'ho centrato e dopo le due amare esclusioni da Rio 2016 e Tokyo 2020, questo Mondiale di Belgrado deve essere l’ideale trampolino di lancio verso Parigi».

Non sta nella pelle il ct azzurro Emanuele Renzini chiamato a riportare in alto l’Italboxe maschile dopo l’esclusione dai Giochi di Tokyo (non succedeva al maschile dai Giochi di Anversa del 1920) e adesso una giornata di riposo per recuperare le energie i due pugili azzurri sono pronti a regalare altri grandi emozioni e riscrivere la storia visto che l’Italia non saliva sul podio dei Mondiali assoluti ad Almaty 2013 dove erano arrivati le medaglie di Clemente Russo (oro tra i massimi), Roberto Cammarelle (bronzo tra i supermassimi) e Domenico Valentino (bronzo tra i leggeri) e addirittura l’ultima medaglia azzurra nei medi ai Mondiali era stata vinta nel 1991 con l’oro di Tommaso Russo.

Salvatore Cavallaro già bronzo agli Europei del 2015 e 2017, ha già una medaglia al collo, ma ancora non è finita: il cubano Hernandez Martinez è avvisato.

 

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