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L'Italia parte alla grande, rimonta da urlo e Germania ko

Gli azzurri vincono 92 a 82, dopo essere stati per quasi tutto il match sotto. La star Gallinari partita dalla panchina

Di Redazione

Una rimonta all’esordio olimpico che fa già sognare in grande. A 17 anni dalla finale persa ad Atene 2004, alla Saitama Arena di Tokyo 2020, l’Italia del basket è tornata a calcare il parquet a Cinque cerchi con un’importantissima vittoria contro la Germania per 92-82. Cinque i giocatori in doppia cifra, con un ultimo quarto da 24 a 10 che, a fine gara, permette al ct Meo Sacchetti di dire che questa squadra «ha carattere». 

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Un successo, quello sui tedeschi, sulla scia del «colpo» messo a segno a Belgrado, contro i padroni di casa della Serbia nella sfida decisiva del Preolimpico e che, per l’Italia, apre scenari impensabili fino a due settimane fa. Il torneo olimpico prevede una formula con tre gironi eliminatori da quattro squadre: le prime due di ogni raggruppamento vanno di diritto ai quarti insieme alle due migliori terze. In poche parole, gli azzurri - che mercoledì 27 luglio, alle ore 17.20 giapponesi (le 10.20 italiane) sfideranno la forte Australia, vittoriosa all’esordio con la Nigeria per 84-65 - hanno già un piede nella seconda fase. 

Contro la Germania, il ct azzurro sceglie far partire dalla panchina Danilo Gallinari, che al preolimpico non c'era perché impegnato nei play off Nba con gli Atlanta Hawks. I primi minuti sono da far tremare le gambe perché i tedeschi non sbagliano mai dalla grande distanza e, nonostante il buon ingresso in campo del Gallo (10 punti subito, 18 alla fine), chiudono il primo quarto sul 32-22. Nel secondo, la difesa azzurra prende le misure e la partita si fa equilibrata, la Germania, in vantaggio anche di 11, va negli spogliatoi in sul +3 (46-43). Al rientro in campo, il copione non cambia, Simone Fontecchio è infallibile da dietro l’arco dei tre punti (5/5), ma i tedeschi alla terza sirena sono ancora avanti (72-68).

Nel momento decisivo, però, ecco il carattere elogiato da Sacchetti: l’Italia comincia a difendere alla perfezione e la Germania non si ritrova più. Dallo 82-80 per i tedeschi, in un amen si arriva al 92-82 della sirena finale per gli italiani: un 12-0 con grande protagonista il capitano Niccolò Melli (13 punti in totale) e che mette in evidenza la solidità mentale e tecnica di un gruppo sempre più sorprendente. 

 Anche perché, se Achille Polonara ha chiuso la gara incredibilmente senza punti a referto, Sacchetti ha trovato risposte significative da tutti gli altri suoi giocatori, con una menzione d’onore per Fontecchio (20 punti) e Stefano Tonut (18), determinanti proprio come successo a Belgrado. Bene, ma ormai non è più una novità, lo «zoomer» Nico Mannion (10). «E' stata - ha evidenziato il ct azzurro - una partita un pò strana, ma alla fine la conclusione è che questa squadra ha un carattere importante». L’allenatore - da giocatore in campo alle Olimpiadi di Mosca 1980 e Los Angeles 1984 - ha fatto riferimento «alla lezione» ricevuta dalla sua squadra nella prima gara del preolimpico di Belgrado, vinta con Portorico dopo essere stata in svantaggio anche di 17 punti. «Potremo anche perdere delle partite, ma - ha detto con orgoglio - ce le giocheremo sempre fino alla fine». Chiusura con le parole di Melli: «Sono fiero di essere capitano di questa squadra». Una squadra che adesso può davvero sognare in grande. 

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