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La Roma di Mou cade ancora, ma quel rigore al Venezia...

Finisce 3 a 2 per i lagunari, ma è ancora polemiche per le decisioni arbitrali

Di Redazione

Una stagione per niente speciale. Josè Mourinho affronta la crisi Roma, e da accentratore quale è non può non attendersi che sia soprattutto la 'suà crisi. Lo Special One non sembra più così speciale. Dopo oltre due mesi di campionato e un avvio promettente ormai già dimenticato, la fama del tecnico del Triplete Inter traballa, come la classifica della sua Roma. Non bastava il ko nel derby, le sconfitte con le big e il 6-1 in Conference League contro i norvegesi del Bodo, ora è arrivato anche un capitombolo inquietante in laguna con la matricola Venezia, il secondo di fila in Serie A, a far scoppiare una crisi per il portoghese che era ormai nell’aria. "La società ha fatto tanto, ma non penso che questa rosa sia meglio dell’anno scorso. E’ stato un mercato reattivo. Questa stagione può anche far dolore nel cuore e nell’anima ma è molto importante per capire», dice, chiarendo che le ambizioni restano alte, ma le aspettative vanno assolutamente ridimensionate. 
 Il copione sembra ricalcare quello di altre stagione negative, in Premier: di diverso qui c'è che Mourinho assicura che la sua «non è, ripeto, non è una critica alla società: abbiamo dovuto 'ripulirè lo scorso anno e fare un mercato di reazione, nessuno immaginava di dover sostituire Spinazzola e Dzeko». Ma di fatto il portoghese è tornato a parlare di rosa troppo corta. «In panchina, come terzini, avevo Tripi e Reynolds: non è Darmian per Dumfries o Cuadrado per Danilo, o Romagnoli per Kjaer....». 

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«La storia più grande della partita - tuona poi il tecnico portoghese, parlando a metà della partita e a metà dell’arbitraggio - è che abbiamo creato tante opportunità ed è difficile commentare come è possibile fare solo due gol con tanto gioco offensivo. La storia più piccola è il secondo gol del Venezia e qui mi devo proteggere e non voglio più dire niente». Dice invece della difficoltà0 di gioco della squadra. "Quando hai una rosa senza due giocatori con potenziali simili in ogni posizione diventi reattivo invece di essere costruttivo. Oggi al di là che abbiamo fatto una grande partita offensiva, abbiamo avuto difficoltà di costruzione».

E poi Mourinho non può fare a meno di fare accenno al rigore del 2-2 anche se si trattiene da accuse più pesanti per non essere squalificato: «Poteva finire 3, 4, 5 a uno, non pensavo a un altro risultato, poi è arrivato il 2-2 che va al di là della mia comprensione e delle possibilità di dire quello che penso perché devo proteggermi. Mi sembra una partita dove abbiamo fatto offensivamente un calcio entusiasmante, vibrante, resta l’enigma del 2-2 su rigore, si è accomunato con quello che sta succedendo».

E sempre sul rigore il portoghese aggiunge a Dazn: «Di solito quando arrivi alla fine della stagione, pensi che uno a sfavore non c'era, uno a favore neanche, e le cose si compensano. Ma qui le situazioni si accumulano, e allora meglio stare zitto.... Mi chiedo il perchè e mi rispondo, ma devo stare zitto. Io sono qui a parlare, l’arbitro e il Var no». 

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