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La Spagna si lecca le ferite: «Meravigliosi ma imperfetti». Insulti social a Morata

La Roja uscita sconfitta ai rigori dopo avere dominato gli Azzurri sul piano del gioco. Ora potrà rifarsi con le Olimpiadi 

Di Alessandro Castellani

«Siamo stati meravigliosamente imperfetti». E’ la sintesi più azzeccata, fatta da "Marca", della partita di ieri della Spagna contro l’Italia, dominata a livello di possesso palla e palleggio ma finita con l'eliminazione per l’incapacità di concretizzare e poi per l'errore dal dischetto di Morata, diventato di nuovo oggetto di polemiche e, purtroppo, di insulti vergognosi via social.

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Ma nessuno, "leoni da tastiera" a parte, vuole comunque inferire, nemmeno quel Sergio Ramos la cui esclusione dalla lista dei convocati ha fatto scalpore, anche se era nell’aria, viste le idee di Luis Enrique.

«Triste e ingiusto - il tweet dell’ormai ex capitano del Real Madrid -. Non lo credevamo possibile, ma avete fatto emozionare un intero Paese. Orgoglioso della nostra selezione».

Recrimina anche il suo ex collega di reparto in nazionale, Gerard Piqué: «non è un caso che nelle quattro volte che si è andati ai rigori tra Europeo e Coppa America abbia vinto la squadra che ha tirato per prima - il tweet del catalano -. Le statistiche dicono che il primo ha più opzioni e non trovo giusto che in una competizione del genere un pareggio ti faccia partire svantaggiato». 

In ogni caso in Spagna si spera che i difetti in fase offensiva vengano corretti presto, e nessuno pensa di mollare, Luis Enrique in primis. Ora tiferà Italia, poi comincerà a pensare ai Mondiali in Qatar. Dove vuole arrivare anche Jordi Alba. «Spero di poter giocare la Coppa del Mondo in Qatar - le parole dell’esterno sinistro -. Fisicamente sto bene e mentalmente molto meglio che negli altri anni. Lascerò quando abbasserò il mio livello o l’allenatore deciderà che non sia più il caso di convocarmi». 

In silenzio rimane invece Alvaro Morata, a differenza di sua moglie Alice Campello. Ieri, quando si è toccato un altro picco di inciviltà, prima è stata "presa d’assalto" da alcuni pseudotifosi dell’Italia dopo il gol del pareggio del marito, con minacce del tipo «non azzardarti a postare il gol di Morata sennò vengo a bruciarti la casa in diretta Instagram», oltre ad auguri di malattie ai figli e altre bestialità, poi gli insulti sono arrivati anche da parte spagnola per il penalty fallito.

La modella veneta ha svelato tutto in una storia di Instagram, e poi ha replicato così: «Non sto soffrendo per nessuno di questi messaggi, davvero. Non penso nemmeno sia un fattore di "Italiani" ma di ignoranza. Penso però che se fosse successo a una ragazza più fragile, sarebbe stato un problema, ricordiamoci che è uno sport per unire, non per sfogare le vostre frustrazioni. Spero che in futuro si possano prendere provvedimenti seri per questo tipo di persone: è vergognoso e inaccettabile». 

Tornando a parlare di calcio e di campioni, vanno sottolineate le parole di Luis Enrique su Pedri: «Avete notato l’Europeo fatto da un ragazzo di 18 anni di nome Pedri? Nemmeno Don Andrés Iniesta ha fatto cose del genere. Quello che ha fatto in questo Europeo, a 18 anni, non si è mai visto nella storia della competizione, ma anche in quella dei Mondiali o delle Olimpiadi. È qualcosa fuori da ogni logica».

Le cifre danno ragione al tecnico: limitandosi a ieri, Pedri ha completato 31 passaggi su 31 tentativi nel primo tempo contro l’Italia. Un dato pazzesco, visto che nessun giocatore prima di lui in questo Europeo aveva tenuto la media del 100% di passaggi completati nella prima frazione di un match. Proprio Pedri avrà ben presto a portata di mano una ghiotta occasione di rifarsi, che testimonia anche quanto il lavoro di Luis Enrique guardi al futuro e sia improntato sui giovani: ben sei giocatori della Spagna scesi in campo ieri contro l’Italia fanno parte della lista della 'Rojà per il torneo dell’Olimpiade di Tokyo, che oggi la Fifa ha ufficializzato, così come quelle delle altre nazionali.

Ne fanno parte, oltre a Pedri, Unai Simon, Pau Torres, Eric Garcia, Oyarzabal e Dani Olmo. Con gente così, e viste le rose degli altri, se la Spagna del calcio non vince l’oro a Tokyo, sarà un’impresa al contrario. 

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