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Le lacrime di Rossella Fiamingo, niente medaglia

La catanese, argento a Rio, fermata ai quarti di finale del torneo di spada da  Katrina Lehis. "Mi brucia la sconfitta netta, spero nel riscatto a squadra"

Di Redazione

Scende dalla pedana in lacrime la catanese Rossella Fiamingo, fermata ai quarti di finale del torneo di spada alle Olimpiadi di Tokyo, cinque anni dopo l'argento di Rio. La spadista si è arresa 15-7 nei quarti contro l'estone Katrina Lehis, che ha guadagnato subito un vantaggio shock di 6-0 . "Io sono piccolina e non ho mai trovato la misura contro di lei che è altissima" ha spiegato la spadista, citando l'evidente differenza di statura tra lei (alta 1,68) e l'estone (1,86). "Ho provato a modificare la mia scherma, ma lei non si è fatta influenzare da nessun tipo di cambiamento", ha commentato dopo la gara. 

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Ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’,  Fiamingo ha parlato la voce rotta dal pianto e molta delusione: “Mi dispiace perché volevo giocarmela almeno fino all’ultimo secondo, invece anche se ho provato a crederci fino alla fine, purtroppo da metà salto ho capito che era veramente difficile recuperarla. Speriamo in un bel riscatto a squadre, perché sono stati 5 anni duri… speriamo che vada meglio. Di positivo c’è che sono rientrata in finale come a Londra. Di negativo… tante cose. Sono contenta di essere arrivata in finale e sono contenta, ma qui quello che conta è la medaglia. Mi allenavo ma non avevo gli stessi stimoli, gli unici stimoli che avevo erano quelli di venire qua, qualificarmi come ho fatto e portare a casa una medaglia almeno di bronzo. Mi brucia la sconfitta netta“.

L'atleta aveva battuto l’ex azzurra e ora brasiliana Nathalie Moellhausen, e poi in rimonta 15-13 la polacca Aleksandra Jarecka. 

 

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