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Locatelli beffa il Torino, il derby va ancora alla Juve

Match equilibrato con poche occasioni, decide nel finale una zampata del centrocampista ex Sassuolo

Di Redazione

Manuel Locatelli diventa l’eroe del derby della Mole: era alla sua prima stracittadina, a quattro minuti dalla fine trova il jolly da tre punti. E la Juventus prosegue così la sua rincorsa ai primi posti, arrivando alla sosta del campionato con quattro vittorie di fila e un’altra partita senza reti al passivo, con il secondo 1-0 di fila dopo il Chelsea. Al Toro resta la buona prestazione, specialmente nel primo tempo, poi nella ripresa i granata abbassano troppo il baricentro: e anche Juric ci mette del suo, chiudendo la gara senza uomini offensivi ma con Baselli reinventato centravanti. 
 Prima della sfida, qualche tensione all’esterno dello stadio Olimpico Grande Torino tra tifosi bianconeri e forze dell’ordine che ha portato a un arresto per il lancio di una bici elettrica contro un funzionario. Il derby della Mole comincia dall’infermeria, piena di attaccanti da una parte e dall’altra: al Filadelfia non hanno recuperato Belotti, Praet, Pjaca e Zaza, alla Continassa sono appena cominciati i percorsi riabilitativi di Morata e Dybala. Juric ha gli uomini contati nel reparto avanzato, ma prova l’esperimento Lukic trequartista insieme a Brekalo, con Linetty che finisce in panchina e in mediana c'è la coppia Pobega-Mandragora. 
 Come annunciato alla vigilia, Zima sostituisce lo squalificato Djidji e completa la linea arretrata con Bremer e Rodriguez. Allegri dà fiducia a Kean, lanciato dal primo minuto, e poi fa riposare Bentancur e Bonucci, rimasti in panchina per far posto a McKennie e Chiellini. La Juve parte meglio, in cinque minuti sono già due le occasioni create: la prima viene sprecata da Kean, che «strozza» troppo il suo destro dopo un bello spunto in velocità contro Bremer, e poi da McKennie, che calcia fuori un rigore in movimento. 
 Tanti errori tecnici da una parte e dall’altra, così il Toro ci prova con le giocate individuali e con schemi studiati al Filadelfia. Come la rimessa laterale di Aina, che diventa una palla-gol per Lukic: il serbo stacca più in alto di tutti, la sfera termina fuori di poco. Mandragora, invece, centra la porta, ma Szczesny è attento nella respinta. Brekalo vince il duello a distanza con Chiesa, dopo 45 minuti la gara resta bloccata sullo 0-0. 
 Allegri decide di togliere Kean all’intervallo e di tornare alla Juve vista contro il Chelsea, con l’inserimento di Cuadrado e l’accentramento di Bernardeschi a falso nueve. Juric ha poche alternative, ma con il passare dei minuti sceglie di diventare sempre più difensivo: Lukic e Aina vengono sostituiti da Linetty e Ansaldi, al 76' esce anche Sanabria per Baselli reinventato attaccante, infine Brekalo lascia il posto a Rincon. Il Toro arretra, la Juve ne approfitta dalla distanza e Locatelli trova il destro da tre punti: la traiettoria è angolata, Milinkovic-Savic può soltanto sfiorare il pallone che bacia il palo e si infila alle sue spalle. I granata si sbilanciano ma non creano nulla, Kulusevski colpisce un legno nel recupero. 
 Il derby è ancora bianconero, la Juve si porta momentaneamente all’ottavo posto. La serie positiva del Toro, invece, si ferma a quota quattro, e restano i rimpianti per l'ennesima stracittadina persa. 

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