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MIlan e Juve fanno 0 a 0, pari senza emozioni che lascia tutti scontenti

I bianconeri non tirano mai in porta ma i rossoneri non ne approfittano. Risentimento al tendine per Ibrahimovic

Di Redazione

In un clima surreale, con gli spalti deserti con soli 5.000 tifosi presenti, Milan-Juventus scivola via senza grandi emozioni. Finisce 0-0, un punto a testa che permette ai rossoneri di riprendere il Napoli al secondo posto e ai bianconeri di avvicinarsi all’Atalanta a -1, senza riuscire però nell’aggancio al terzo posto.

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Lontani i tempi in cui, questa classica del calcio italiano, regalava spettacolo e suspense. A San Siro, in novanta minuti la Juventus non riesce a fare un tiro in porta. Non accadeva dal marzo 2019. 

Il Milan, che avrebbe dovuto approfittare delle difficoltà della squadra di Allegri, si spegne nella ripresa. L’erba di San Siro, in pessime condizioni (a fine partita se n'è molto lamentato Massimiliano Allegri), certamente non aiuta il gioco rapido e gli scambi veloci e forse ha avuto un ruolo anche sull'infortunio di Zlatan Ibrahimovic. La partita dello svedese dura appena mezz'ora. Poi è costretto a chiedere il cambio, alzando il braccio. Giroud affretta il riscaldamento, e Zlatan si accomoda in panchina con il ghiaccio sul tendine destro.

Ad inizio stagione, dopo la gara con la Lazio, a fermarlo fu proprio un’infiammazione al tendine ma sull'altro piede, il sinistro. Gli esami strumentali a cui si sottoporrà lo svedese chiariranno l’entità del problema. La sosta, poi, aiuterà il campo del Meazza a ritrovare un pò di condizione. Si riprenderà con il derby di Milano e i rossoneri non possono permettersi, contro i campioni in carica, una prestazione dello stesso tenore. 

La Juve, invece, colleziona il nono risultato utile consecutivo. Non entusiasma ma conquista un punto importante in prospettiva per zona Champions League. Tutto sommato per i bianconeri è un buon risultato, visto che le occasioni più nitide le ha il Milan con la conclusione al 20' di Leao respinta da Szczesny dopo un’azione in velocità che coinvolge Messias e Ibra, poi i tiri di Calabria - tra i più vivaci - di poco a lato e il tentativo di Theo Hernandez ribattuto da Chiellini. Giroud fatica ad entrare in partita e sbaglia clamorosamente al 12' della ripresa non inquadrando la porta di testa da ottima posizione, Dybala e Morata vengono contenuti bene dalla difesa rossonera. Leao si fa vedere nel primo tempo, poi cala.

Male Messias, ancora lontano dalla forma ottimale Brahim Diaz. Bene Rugani, scelto al posto di De Ligt. Una partita fisica, fatta di strappi, con una gestione un pò anomala dei cartellini da parte di Di Bello. Nei primi minuti estrae il giallo a Locatelli che salterà il Verona essendo diffidato, poi punisce Leao. Ma nei contrasti successivi adotta un metodo diverso e preferisce, forse troppo, lasciar correre. Due poi gli episodi da moviola, il primo è un fallo in area dopo appena 3' di Alex Sandro su Calabria, l’altro al 13' della ripresa contrasto tra Morata e Messias ai danni del bianconero. In entrambe le occasioni viene reclamato un rigore che Di Bello non vede e la Var non segnala. 

Ma sono episodi marginali in una partita che non ha regalato emozioni. Nel derby servirà più cattiveria, più incisività al Milan. E la Juve dovrà puntare ai tre punti con il Verona per tentare l’aggancio al quarto posto.
 

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