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Morto Gianni di Marzio: allenò il Catania, il Palermo e "scoprì" Maradona

Era uno dei più attenti conoscitori del mondo del calcio. Promosso in A dopo i mitici spareggi dell'Olimpico, per anni ha collaborato con il quotidiano "La Sicilia" scrivendo i commenti del lunedì

Di Giovanni Finocchiaro

All'alba il messaggio del figlio Gianluca: “E ora chi glielo dice a Diego (Maradona) che potrai finalmente allenarlo per sempre?” Così s'è diffusa la notizia della scomparsa di Gianni Di Marzio, allenatore del Catania promosso dopo gli spareggi di Roma. Il tecnico dei 40 mila, ecco come i tifosi rossazzurri hanno sempre ricordato Di Marzio, simbolo di una generazione fiera di un risultato ottenuto a furor di popolo.

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Quei 40 mila catanesi che il 25 giugno 1983 spinsero il Catania in Serie A sono l'espressione di un riscatto sociale, di un senso di appartenenza che ha reso la matricola 11700 immortale nonostante gli ultimi eventi che hanno portato al fallimento del club. Anche chi non ha vissuto il 1983 conosce una filastrocca formata da undici nomi, quelli degli eroi di quella giornata romana: Sorrentino; Ranieri, Mosti, Giovannelli, Chinellato, Mastropasqua, Morra, Mastalli, Cantarutti, Crusco, Crialesi.

 

 

Gianni Di Marzio era un capopopolo: guascone, ma determinato sul campo. Vincente e unico nel suo rapporto con Angelo Massimino, il presidente amico con cui ha formato una coppia formidabile tanto da riportare in Serie A la città intera, non solo una squadra di calcio. Aveva scoperto Maradona, Di Marzio: lo aveva segnalato al presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, ma poi l'operazione non fu portata a termine per via della chiusura delle frontiere al mercato. Con Diego aveva un rapporto speciale. Con Catania aveva un rapporto unico.

 

 

Le sue vacanze ad Acicastello, nella casa vicina al mare, dove è cresciuto anche il figlio Gianluca, punta di diamante della squadra di Sky Sport. Le sue puntate in spiaggia al lido del club della stampa a parlare di calcio e di mercato. Ne sapeva una più del diavolo, Gianni. Quando il Catania ha veleggiato per otto stagioni in Serie A, era spesso opinionista allo stadio e i tifosi lo accoglievano come un amico di famiglia, come un parente che aveva regalato lustro al casato rossazzurro.

 

 

Gianni per anni ha collaborato con "La Sicilia", scrivendo i commenti del lunedì in un periodo di grandi successi e di risultati che hanno posto Catania al vertice del calcio nazionale. E lui era il giusto riferimento per i lettori e per i tifosi. Gianni. Andava fiero dei suoi pezzi, chiamava in redazione per aggiornarli, per aggiungere un'altra frase, per cucire insieme a noi quello che sarebbe stato lo specchio di una situazione sportiva vincente.

Alla famiglia Di Marzio, in particolare al nostro amico Gianluca, l'abbraccio della redazione.  

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