Notizie locali
Pubblicità

Sport

Nations League, c'è Italia Belgio: Mancini lancia Raspadori

, Roberto Mancini vuole ripartire dopo lo stop subito nella semifinale persa contro la Spagna

Di Redazione

La serie di imbattibilità si è fermata a 37 partite di fila, Roberto Mancini vuole ripartire dopo lo stop subito nella semifinale di Nations League persa contro la Spagna mercoledì scorso. «Abbiamo intrapreso una bella strada, adesso dobbiamo continuare a migliorare - le parole del commissario tecnico azzurro alla vigilia della "finalina" contro il Belgio - perché abbiamo tanti giovani di grande prospettiva: questi ragazzi potrebbero giocare insieme per i prossimi 5-6 anni». Il progetto va avanti, anche se al primo appuntamento da Campioni d’Europa in carica è arrivata un’eliminazione: «Sono comunque orgoglioso di quanto ho visto contro la Spagna - il modo per riavvolgere il nastro e tornare a commentare la sconfitta di San Siro da parte del tecnico - perché restare in 10 contro un avversario come gli spagnoli rappresenta il rischio di perdere anche 4 o 5 a 0: e invece, nonostante l’inferiorità, siamo stati compatti e abbiamo concesso il minimo, riuscendo anche a segnare». 

Pubblicità

 Per la sfida di oggi alle 15 all’Allianz Stadium (diretta tv su Rai1 alle 15) ci sono tanti dubbi: «Vediamo chi giocherà, dipenderà da come procede il recupero di tutto - il commento di Mancini, che poi fa intuire un titolare - mentre Raspadori ha la possibilità di giocare: ha un grande futuro davanti a sé, ma non possiamo caricargli sulle spalle il peso di tutta la Nazionale». E se dal Belgio è arrivata qualche parola di indifferenza sull'appuntamento, con il portiere Courtois che è ha dichiarato senza giri di parole che «si tratta di una partita inutile», sul fronte azzurro è diverso: «Possiamo guadagnare punti nel ranking in vista del sorteggio per il Mondiale» la posizione del ct sul tema. 

Non solo Italia-Belgio, l’altro argomento alla vigilia della finale terzo-quarto posto è stato il Pallone d’Oro. E, in tal senso, la presenza di Jorginho nella sala stampa dello Stadium ha ulteriormente acceso il dibattito: «Sognare in piccolo o sognare in grande è la stessa cosa, quindi a questo punto è meglio sognare in grande» la risposta del centrocampista sull'ambito riconoscimento. «Sarebbe un qualcosa di incredibile, ma lo è già adesso - continua il 29enne del Chelsea - perché è bellissimo pensare che qualche tempo fa era un traguardo così lontano e adesso invece può essere così vicino». Le parole di Mancini, infine, hanno il sapore di una nomination: «Il trofeo deve andare a lui perché ha vinto tutto in questa stagione: se lo merita, mi sembrerebbe strano il contrario» il pensiero del ct in vista del premio che verrà assegnato il prossimo 29 novembre a Parigi. 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA