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Olimpiadi, 2 ori azzurri in 10 minuti: Jacobs e Tamberi scrivono la storia dello sport italiano

 E’ stata una serata da sogno per l'Italia dentro lo stadio olimpico, con Marcell Jacobs e Gimbo Tamberi che hanno incantato nei 100 metri e nell’alto.

Di Redazione

E’ stata una serata da sogno per l'Italia dentro lo stadio olimpico, con Marcell Jacobs e Gimbo Tamberi che hanno incantato nei 100 metri e nell’alto. E’ finita col bresciano vincitore sul rettilineo e l’anconetano trionfatore sotto la curva. Due medaglie d’oro dal peso specifico immenso. Il botto Jacobs l’aveva già regalato in semifinale, quando aveva stampato il nuovo record europeo correndo in 9"84, due centesimi più veloce del precedente primato continentale del portoghese Obikwelu e del francese Vicaut, e addirittura un decimo meglio del record italiano che aveva stabilito in batteria. Nell’atto conclusivo non era entrato Filippo Tortu, 10"16 in semifinale e diciannovesimo crono complessivo. Due ore e mezza più tardi Jacobs ha compiuto il capolavoro, migliorando di quattro centesimi il crono della semifinale e stampando sul display un sontuoso 9"80, quattro centesimi più veloce di Fred Kerley (9"84), l'americano che si è tinto d’argento davanti al canadese De Grasse, bronzo a 9"89. Jacobs non ha sbagliato nulla, divorando sul lanciato i rivali e tuffandosi anche, sebbene in anticipo, sul filo di lana.

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«Questo successo è il mio sogno da quando sono bambino. Già arrivare in finale era eccezionale, ho dato il mille per cento, sono partito come non mai ed è successo. Ci metterò una settimana più o meno a capire quello che ho fatto» le sue prime parole dopo l’impresa.

Dopo il traguardo, Jacobs ha abbracciato Tamberi che aveva compiuto l’impresa qualche minuto prima. Gianmarco Tamberi che stava festeggiando con il gesso portato a Rio 2016, è corso ad abbracciare il compagno azzurro Marcell Jacobs, da stasera l’uomo più veloce del mondo,  all’arrivo dei 100 metri vittoriosi nella serata del trionfo  dell’atletica italiana a Tokyo. I due si sono stretti in un un lungo, commovente abbraccio.

Gimbo è tornato ad esprimersi ad alta quota, salendo dove non arrivava da tempo e riallacciando il filo col destino che gli aveva negato l'Olimpiade di Rio. Simbolicamente nel suo ultimo salto fallito a 2.39 il marchigiano ha messo nel punto di inizio della rincorsa il gesso che indossava quando da casa vedeva gli altri gareggiare in terra carioca. Sul gesso bianco residuo dell’infortunio del 2016 che gli aveva impedito di andare a Rio, aveva scritto Road to Tokyo 2020, poi cancellato per scrivere 2021 e alle 20.40 ora di Tokyo di una notte magica il Fato gli ha ridato quanto gli aveva tolto.

Sul gradino più alto del podio sono saliti in due: Tamberi e il qatarino Barshim, entrambi autori di un percorso senza errori fino a 2.37. Avrebbero potuto decidere di giocarsi il successo allo spareggio, invece hanno preferito dividersi il gradino più alto del podio. Il bronzo è andato al bielorusso Nesasekau, capace di 2.37 ma con errori alle quote inferiori.

«Sono molto felice per l’atletica italiana, oggi l’Italia ha l'uomo più veloce al mondo e quello che salta più al mondo» le parole di Malagò. La finale del triplo femminile è stata stellare, con la venezuelana Yulimar Rojas atterrata all’ultimo salto 15.67, nuovo record del mondo. Argento portoghese Patricia Mamona, col record nazionale a 15.01, bronzo con un altro primato nazionale, per la spagnola Ana Peleteiro a 14.87.

Per il resto, le semifinali dei 100 ostacoli hanno regalato il record italiano a Luminosa Bogliolo con 12"75, mentre quelle dei 400 ostacoli hanno portato in dote di Alessandro Sibilio non solo il personale a 47"93, ma addirittura l’accesso in finale. In mattinata, quando dentro il catino c'erano 40 gradi, la cinese Lijiao Gong si è presa l’oro del peso con 20.58, davanti alla statunitense mascherata come Hulk, Raven Saunders (19.79), e alla neozelandese Valerie Adams (19.62). Intanto, in casa Italia, nelle qualificazioni disco verde per Sara Fantini, ammessa alla finale del martello con l’ultima misura utile a 71.68, Davide Re, passato alla semifinale dei 400 col tempo di recupero di 45"46.

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