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Pallanuoto, il 22° scudetto dell'Orizzonte Catania: un club che è già diventato leggenda

Martina Miceli: «Ora la mente va verso la prossima vittoria, abbiamo un gruppo giovane e nulla è precluso».

Di Andrea Cataldo

La pallanuoto è quello sport che si gioca in acqua, che mette di fronte due formazioni composte da 7 giocatori e poi alla fine... vince l’Orizzonte. «Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi»:  è questo il coro che si eleva dagli spalti della “Francesco Scuderi” e accompagna l’Orizzonte durante le premiazioni. 

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L’Ekipe Orizzonte Catania si aggiudica il 22° scudetto della sua leggendaria storia battendo il Plebiscito Padova ai rigori in gara - 4. Un altro pomeriggio di festa per le catanesi che ancora una volta guardano tutte dall’alto. È il 22° successo tricolore per un club che è già diventato leggenda e che adesso sta continuando a scrivere pagine di storia indimenticabili.

La serie di finale dunque si conclude sul 3-1 per le siciliane che si laureano campionesse d’Italia grazie ad una gara - 4 vinta con la testa. Ieri pomeriggio in una “Scuderi” piena all’inverosimile, ci sono volute due serie di rigori (15-14), per avere la meglio sulle venete, visto che i tempi regolamentari si erano conclusi sull’8-8. Decisivo è stato l’errore della veneta Millo che tira sul palo, mentre Emmolo col mancino non sbaglia e spalanca le porte alla festa rossazzurra. «Non ci si abitua mai alle vittorie - ha dichiarato alla fine Martina Miceli - Questa è bellissima in particolare perché è agli albori di un nuovo ciclo. All’inizio della stagione ci quotavano come outsider, come squadra che poteva mettere in difficoltà squadroni come Padova o Roma. Ma io lo sapevo che eravamo competitive per il titolo. Ogni partita di questa serie è stata combattutissima, devo fare i complimenti a tutte le ragazze, ognuna ha aggiunto un mattoncino importante al collettivo e gli ultimi tre minuti identificano pienamente le nostre caratteristiche. Lo scorso anno avevo pensato anche di mollare ma la leggenda di questa squadra ha avuto un richiamo troppo forte e partite come questa ne sono la dimostrazione. Ora la mente va verso la prossima vittoria, abbiamo un gruppo giovane e nulla è precluso». 

Emozionata Martina Miceli, portata in braccio dalle sue ragazze e spinta in acqua. In acqua anche la presidentessa Tania Di Mario. «Sono felicissima per le mie ragazze - così la Di Mario - Pensavo andassimo a gara-5 ormai, ma poi c’abbiamo creduto. Dopo un time out di Martina ci siamo dette che avremmo rimontato e l’abbiamo fatto. Con il break di tre reti in un minuto nel finale abbiamo meritato la vittoria. Grazie a tutte ma grazie soprattutto a Martina che ha condotto alla grande questa serie finale a lei il merito maggiore per questo nuovo tricolore». 

Nel post gara è l’australiana Halligan, il capo ultras. È lei a prendere la coppa donata al club dalla Fin e a scappare verso la curva di tifosi. Lei organizza i balli, Palmieri e Marletta fanno partire i cori e la festa può iniziare proprio mentre Longo estrae una bandiera rossazzurra. 

Meritata la festa per una squadra che ad un tratto pareva avesse perso la gara, ma che poi ha avuto la forza di rialzarsi. Infatti dopo il primo quarto vinto dalle etnee, il secondo quarto si apre con la rete dell’ex Barzon, e la realizzazione di Gottardo in superiorità che regala a Padova la possibilità di chiudere avanti la prima metà gara. Nel terzo quarto si scatena Bettini che con una doppietta sveglia dal torpore l’Orizzonte, ma Queirolo pareggia subito. Teani si riscatta parando un rigore a Marletta, poi Borisova porta a 5 le reti venete. Catania è in difficoltà, Millo trasforma il rigore del +2 Padova, Marletta accorcia con un diagonale preciso, ma dopo il timeout, in superiorità, segna Armit ed è ancora +2 ospite. La difesa delle padovane è intensa anche in avvio di quarto quarto, le etnee fanno fatica ad arrivare la tiro, per 5’ non si segna, poi Vukovic rompe gli equilibri da fuori e Marletta pareggia, sfruttando un errore in disimpegno delle ospiti. L’inerzia adesso è a favore di Catania, Halligan mette la freccia in controfuga, pareggia dopo il timeout Armit per l’8-8. Il risultato non cambia più e allora servono i rigori. Condorelli respinge quello di Centanni, Teani quello di Halligan. Nelle seconda serie di rigore Millo spara sul palo e l’Orizzonte è campione d’Italia.

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