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Super Italia, l'anno magico dello sport auspicio di ripresa

Da Pausini a Elkann,da Armani a Veronesi, l'omaggio dei Vip agli atleti di Tokio «Ora corra pure il Paese»

Di Paolo Cappelleri

L’estate d’oro dello sport azzurro può essere un balsamo per un’Italia che in tanti settori fatica a correre veloce come i suoi sprinter, ma all’estero ultimamente ha comunque lasciato il segno. «È davvero un anno incredibile per il nostro Paese», dice Laura Pausini, che assieme ad altri personaggi illustri ha condiviso attraverso l’ANSA la sua partecipazione alla gioia collettiva sull'onda delle imprese azzurre ai Giochi di Tokyo. Sono le ultime perle di una catena di successi di matrice italiana in qualche modo inaugurata dalla stessa artista, premiata a marzo ai Golden Globes: «Poi abbiamo vinto l’Eurovision, gli Europei di calcio fino a questi clamorosi ori che ci rendono così orgogliosi dell’Italia nel mondo. Abbiamo passato un tempo durissimo e sono contentissima che anche tutte queste vittorie rappresentino il nostro modo per rialzare la testa, di ripartire e di farci riconoscere nel mondo». 
 «Questa è davvero l’estate che non vorremmo finisse mai: dopo la finale di Wimbledon e le emozioni incredibili degli Europei, arriva il miglior risultato di sempre dell’Italia alle Olimpiadi», sottolinea John Elkann, presidente di Stellantis e Ferrari, che esprime «tanta gratitudine» agli atleti, anche loro reduci da un anno in cui allenarsi è stato complicato. «Per un mese l’ho fatto in un parco», ha rivelato Filippo Tortu, raccontando il «miracolo» dell’oro nella 4x100, la sorpresa più clamorosa assieme al lampo di Marcell Jacobs nei 100 metri. Un’esaltazione sportiva che ha unito una nazione spesso divisa, fra le più colpite dal Covid, con un Pil calato dell’8,9% nel 2020 ma con stime di crescita in percentuale superiori a Germania e Giappone nel G7. A Tokyo intanto l’Italia è l’ottava potenza del medagliere, con un argento in meno dei tedeschi e tre bronzi in più. Gli ori sono gli stessi, 10, ma di quelli italiani alcuni erano decisamente inattesi. «Quello che hanno fatto i ragazzi olimpionici è stato commovente. È un messaggio per i giovani. La speranza è che li distragga un po' dai social e li spinga a fare sport - si auspica Alessandro Cattelan -. L'Italia come tutti i paesi si porta dietro dei cliché, alcuni positivi e altri negativi. Più voci riusciamo ad aggiungere alla colonna dei positivi più ne trarremo beneficio come Paese». 
 «Il Paese non corre ancora forte quanto lo sport, ma è pronto a farlo. Dobbiamo essere noi italiani i primi a crederci, come nello sport», osserva Giorgio Armani, che ha vestito la spedizione azzurra ai Giochi ed è convinto che «tante medaglie, indubbiamente, siano un rush di adrenalina e di entusiasmo: una spinta potente per tutti, e invero un segno di vera ripartenza. Lo sport è unità, e uniti si vince. Di questo dovrebbe tener conto tutto il sistema Italia». Secondo lo stilista ci si dovrebbe accorgere inoltre «che anche una persona con la pelle più scura, nata nel nostro territorio è un italiano. E non dovremmo ricordarcelo soltanto quando si tratta di atleti che ci fanno vincere una bella medaglia». 
 Un tema caro anche allo scrittore Sandro Veronesi, a sua volta «meravigliato, strabiliato» dalle imprese di Jacobs e compagni, colpito soprattutto da Tortu, che «dopo la delusione nei 100 metri ha reagito subito. Non era scontato, ci vuole testa». «L'Italia dovrebbe stare a questi livelli sempre: nello sport ha grande tradizione ma non costanza - osserva l’ultimo vincitore del Premio Strega -. Spero che questo non sia un exploit isolato, ma avvii una trasformazione nella mentalità: siamo una grande nazione che accoglie migranti da varie parti del mondo, ma abbiamo giovani che devono aspettare per misurarsi a livello internazionale pur avendo risultati importanti». Servirebbe lo Ius Soli, insomma, ma «la politica non riesce a stabilirlo per legge. Ma la politica è un’altra cosa - aggiunge amaro -, là siamo messi molto male. Se ci fossero le olimpiadi della politica non vinceremmo tanto...».
 

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