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Volley, per le azzurre la Serbia si conferma bestia nera: netto 3-0 ed eliminazione ai quarti

Egonu e compagne confermano la lamedizione della squadra femminile di pallavolo  ai Giochi olimpici. Sylla: «Abbiamo il cuore spezzato»

Di Luca Lovelli

Ci avevano superato in finale ai Mondiali nel 2018, in semifinale agli Europei l’anno successivo e ora anche alle Olimpiadi. Le azzurre del volley escono di scena ai quarti di finale contro la Serbia, autentica bestia nera che si dimostra più forte da un punto di vista mentale ancor prima che tecnico. Un 3-0 senza appello, chiuso con i parziali di 25-21, 25-14 e 25-21. Sono evidenti gli strascichi lasciati dalla sconfitta ai gironi con la già eliminata Cina in un match che, in caso di successo, avrebbe garantito a Egonu e compagne un quarto di finale certamente più agevole e un più che probabile accesso alle semifinali.

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Da lì in poi qualcosa si è rotto e oggi, il campo, ha dato il suo verdetto. "A differenza dei ko contro Cina e Stati Uniti, ho avuto la sensazione che oggi potessimo rimanere maggiormente in partita - commenta coach Davide Mazzanti -. Buona parte della gara è stata decisa dalla differenza in battuta e ricezione. Loro ci hanno messo sempre in difficoltà e pure le loro variazioni le abbiamo patite tanto".

Fatali, in un primo set per buona parte equilibrato, due invasioni ingenue commesse dalle azzurre su ricezioni errate da parte delle avversarie che hanno vanificato la possibilità di mettere a terra palloni tanto facili quanto pesanti. Dopo un secondo parziale senza storia, le italiane sono entrate bene nel terzo andando avanti fino al 13-9. Un parziale di 0-6 firmato Boskovic e compagne ha però tagliato le gambe alle loro rivali, che non sono più state in grado di riprendere in mano il match. Troppa la differenza complessiva tra le due formazioni, soprattutto in fase di ricezione e in cabina di regia.

"E' stata una brutta caduta, ma sono convinto una volta tolto il gesso questo gruppo avrà ancora tanto da raccontare - prosegue l’allenatore -. Sono molto dispiaciuto anche per tutto il movimento pallavolistico di casa nostra, perchè si nutre dei nostri risultati e ora ha purtroppo visto una doppia eliminazione sia tra gli uomini che tra le donne".

Con un calendario stravolto dal Covid, le ragazze avranno poco tempo per piangersi addosso. Il 18 agosto inizia infatti l'Europeo itinerante tra Serbia, Croazia, Romania e Bulgaria. Un torneo nel quale le azzurre sono chiamate al riscatto.

"Ho il cuore distrutto per questa sconfitta, così come le mie compagne - spiega la capitana Miriam Sylla -. C'è poco da dire, se perdi 3-0 vuol dire che non ha funzionato nulla. Non è il ko con la Cina che ha compromesso il nostro cammino. Avremmo dovuto essere più ciniche nella sfida contro gli Stati Uniti".

Dopo l'uscita di scena della squadra maschile, anche la femminile continua così la propria maledizione a cinque cerchi. Delle 6 medaglie conquistate dal volley nazionale alle Olimpiadi, nessuna è infatti arrivata dalle donne. "Dovevamo fare sicuramente meglio e credere di più in noi stesse - commenta l’ex capitana Cristina Chirichella -. Abbiamo perso continuità, commettendo tanti errori. Dall’altra parte c'era un’avversaria fortissima, difficile da contrastare. La partita con la Cina? Pensare al passato è inutile, gli incontri che contano sono dai quarti in poi e se vuoi arrivare in fondo devi vincerle tutte". 

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