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Serie C, il Catania torna nel “suo” stadio: alle 15 il big match col Catanzaro

Di Giovanni Finocchiaro |

CATANIA – Uno scontro diretto, un’anteprima da play off e molto altro ancora. Perchè Catania-Catanzaro non è e non sarà mai una gara qualunque. Il pallone racconta di sfide epiche, coi nervi a fior di pelle, partite storiche come quella che, nel 2006, sul neutro di Lecce, diede ai rossazzurri il passaporto per avvicinarsi al ritorno in Serie A.

Oggi, lasciando da parte i ricordi d’un tempo, il confronto bisogna leggerlo da più angolazioni. Intanto mette in vetrina un Catania con la tuta sporca di grasso che s’è avvicinato alle zone snob della classifica. E l’ha fatto senza proclami, ma con risultati importanti. Tre successi di fila fuori casa, un filotto di risultati positivi che non era stato messo in preventivo. Ha giocato anche male? Ma ha vinto. Prima qualcuno sbuffava perchè la squadra non segnava, adesso lo fa quel tanto per portare a casa il bottino.

Sarà una banda bassotti, sarà un Lupin dei poveri, ma questo gruppo ha cuore e dà quello che può in questa fase della stagione. E tanto basta, per il momento. Novanta minuti di prove spareggio? Mettiamola così, poi si torna a giocare al Massimino ed è un passo in avanti verso la normalità. Certo, senza pubblico non è calcio, almeno non è il calcio che abbiamo (e che avete) vissuto a Catania.

Oggi alle 15 sarebbero accorsi quanto meno 12-13 mila tifosi. Vuoi le vittorie esterne, vuoi la vigilia di festa, vuoi l’entusiasmo che s’è creato per la dedizione dei calciatori. E, poi, l’avversario avrebbe meritato una capatina allo stadio. Si comincia alle 15, dicevamo, e il tecnico Raffaele fino a ieri sera ha avuto il suo bel daffare per far quadrare schemi abbinando gli uomini alle idee che porta avanti con semplicità, ma con efficacia.

Infatti Rosaia non ha recuperato in tempo dall’infortunio subìto a Potenza e non è stato convocato. Manca ovviamente pure Maldonado (distorsione alla caviglia). A centrocampo accanto a Biondi e Welbeck, potrebbe collocarsi uno tra Albertini e Izco, a meno che Raffaele non decida di riprovarci con Piovanello, schierandolo sulla linea mediana per poi consentirgli di avanzare fino al fronte avanzato. Gli esterni ci sono tutti: ha recuperato anche Pinto che potrebbe agire sulle corsie in coppia con Calapai.

I rientri di Tonucci e di Claiton permetteranno all’allenatore di schierare la difesa tipo con Silvestri a completare il terzetto, anche se non è detto che Zanchi rimanga fuori alla formazione. Dipenderà dalle condizioni del brasiliano che è reduce da un malanno fisico e potrebbe essere inizialmente risparmiato.

Rebus in attacco. Pecorino è a disposizione, anche se non è al meglio. In questo reparto, Raffaele dovrà centellinare le forze alternando Piccolo, Sarao, Reginaldo e lo stesso Pecorino. Le cinque sostituzioni incoraggiano l’allenatore che cambierà i più stanchi, cosciente che una gara così importante andrà affrontata al massimo delle possibilità.

In casa Catanzaro Calabro ha dubbi in tutti e tre i reparti. In forse Verna a centrocampo (pronta la soluzione Risolo) e Riccardi in difesa, ma è pronto Martinelli, in passato corteggiato a lungo dal Catania. A proposito, l’ex rossazzurro Garufo è fuori uso, in attacco accanto a Di Massimo dovrebbe agire Curiale dal primo minuto: in questo momento l’ex cannoniere del Catania vince il ballottaggio con Evacuo, destinato inizialmente in panchina. Carlini farà il trequartista o la terza punta, ma è una questione di pochi metri. Il suo raggio d’azione sarà sempre a ridosso dell’area. Di Piazza sarà relegato in panca e già si sussurra che a gennaio verrà messo in vendita dal club giallorosso. Fatti loro.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA