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Mancini e Chiellini suonano la carica: «Italia, ce la puoi fare»

Il ct e il capitano alla vigilia del match contro i britannici: «Giochiamo e divertiamoci»

Di Redazione
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La finale «rappresenta per me forse uno dei momenti più importanti perché ho avuto la possibilità di giocare sia in un’under 21 straordinaria che in una Nazionale fantastica, e non siamo riusciti a vincere, strameritandolo, né l’Europeo di categoria, né il Mondiale in Italia. Rappresentiamo l’Italia, e quindi spero di avere domani quelle soddisfazioni che non ho avuto da calciatore, nonostante abbia giocato in squadre nazionali fortissime». 

 Sogna di regalarsi una grande gioia con i colori azzurri Roberto Mancini, che alla vigilia della sfida contro l'Inghilterra, finale di 'Euro 2020', racconta le sue sensazioni, voglioso di riscattare da ct ciò che il destino gli ha tolto da calciatore. «Domani dobbiamo fare la nostra partita sapendo che possiamo giocare bene e disputare una grande gara - ha aggiunto Mancini alla vigilia della finale di Wembley - Dobbiamo essere tranquilli, sapendo che sarà una sfida molto difficile per tanti motivi, ma dobbiamo essere concentrati su quello che è il nostro gioco ed attuarlo al meglio, consapevoli che sarà l’ultima partita, gli ultimi novanta minuti per divertirci ancora». 
«Kane? Mi ricordo la prima volta che ci ho giocato contro e rimasi subito impressionato dalle sue molteplici qualità, sono uno dei suoi più grandi estimatori e potete chiedere a Paratici per conferma quante volte ne abbiamo parlato in questi anni. Lui avrà la fortuna di goderselo al Tottenham ed io avrò la "fortuna" di vederlo domani in campo, ed è sempre bello giocare contro questi attaccanti. Sarà una sfida molto difficile e stimolante. L'Inghilterra è forte perché ha dei giocatori in panchina bravissimi, ma anche noi se siamo arrivati lì lo siamo - ha sottolineato ancora Mancini - Sterling è sicuramente un giocatore che è migliorato molto, è velocissimo, quindi è chiaro che bisognerà fare molta attenzione. Dovremmo essere molto bravi nella fase difensiva, ma oltre a lui ha Kane e davanti sono tutti bravi, tutti con grande qualità, velocità e tecnica».

«E' impensabile avere il controllo della partita per 90 minuti, tantomeno domani. E’ una finale e per vincerla bisognerà veramente curare alla perfezione tutti i dettagli. Una partita come quella di domani può anche non capitare più nella carriera di un giocatore. E’ una fortuna incredibile giocarla, ed il compito mio, così come dell’allenatore, è sdrammatizzare la tensione. Tutti siamo consapevoli della sua importanza, non c'è bisogno di metterla in evidenza, ma bisogna cercare di fare da pompiere a tutto questo turbinio di emozioni che sta accompagnando le squadre che arrivano alla finale. Servirà spensieratezza ed un pizzico di follia, ingredienti che ci hanno permesso di arrivare fino a qua". Mancini si è infine detto alla vigilia della gara "non agitato, magari domani lo sarò un pò di più" e ha auspicato che l’11 luglio, come nel 1982, allorchè la Nazionale di Bearzot trionfò ai Mondiali in Spagna, "possa essere una data importante per la seconda volta per noi italiani».

CHIELLINI. Per vincere secondo Giorgio Chiellini serviranno «cuore caldo perchè senza non sopravvivi ad una finale a Wembley, e testa fredda. Ci saranno momenti in cui bisognerà osare ed andare, e ce ne saranno altri in cui bisognerà essere lucidi ed avere sempre la situazione sotto controllo».
Il capitano azzurro ha inquadrato le difficoltà dell’avversario che si troverà di fronte l’Italia domani sottolineando come «l'Inghilterra non è la Spagna, ha caratteristiche sicuramente diverse e credo che siano arrivate in finale le squadre che abbiano dimostrato e meritato di più durante questo Europeo. Basta vedere il loro score per capire che sono una squadra molto solida, sicuramente fisica, con grandi individualità in tutti i reparti, con un’organizzazione portata avanti dall’allenatore (Southgate, ndr) da dopo Euro 2016 che ha dato sicuramente un’impronta di grande concretezza e solidità a questa squadra, che ha subito mezzo gol su punizione in tutto l’Europeo». 

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