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Call center: lavoratrice Abramo, 'in piazza perché ci crediamo ancora'

Di Redazione

Palermo, 28 gen. (Adnkronos) - "La speranza è l'ultima a morire, ecco perché oggi siamo di nuovo in piazza. Ci crediamo ancora e ci speriamo ancora. Chiediamo al governo di tutelarci, di fare qualcosa per la nostra categoria". A parlare con l'Adnkronos mentre da piazza Croci, a Palermo, il corteo dei lavoratori del call center si muove alla volta della sede della prefettura in via Cavour, è Francesca. Trentasette anni, una figlia di nove, ex lavoratrice di Fuori Servizi e da tre anni in Abramo Customer Care. Proprio ieri, alla vigilia della manifestazione, l'azienda ha annunciato un calo dei volumi del 70% e 150 esuberi su Palermo.

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"Non è possibile continuare così - dice - Non abbiamo nessuna garanzia per poterci creare serenamente un futuro. Abbiamo tutti una casa, una famiglia, dei figli, da mantenere, è così è impossibile. Oggi è Almaviva che è in crisi, ma domani saremo noi". La richiesta è sempre quella di maggiori tutele, garanzie sul lavoro, ma soprattutto una lotta alle delocalizzazioni. "Fin quando le aziende potranno portare fuori le commesse, dove il lavoro costa meno - sottolinea Francesca - per noi non ci saranno speranze. E' su questo che ci aspettiamo, ancora, risposte dal governo. Deve tutelarci, come ogni altro lavoratore. E se siamo qui e perché ancora crediamo di poter avere delle risposte".

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