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Migranti: Open Arms, 'Non rappresentavamo alcun pericolo per la sicurezza dello Stato'

Di Redazione

Palermo, 17 feb. (Adnkronos) - "Le convenzioni internazionali sono molto chiare su questo punto, non è affatto il paese di bandiera a dover coordinare i soccorsi ma piuttosto lo Stato nelle cui acque avviene il soccorso, il quale Stato, se anche non è in grado di assegnare un porto, deve comunque coordinare l'evento e indicare un porto sicuro, eventualmente sollecitando e coordinandosi con lo stato più vicino". E' quanto dice Open Arms all'Adnkronos commentando la memoria difensiva presentata da Matteo Salvini alla Giunta per autorizzazione a procedere.

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"Sulla questione del divieto di ingresso in acque territoriali, la sospensione del Tar stabiliva l'incongruenza del divieto stesso - prosegue Open Arms - Non rappresentavamo alcun pericolo per la sicurezza dello Stato e ovviamente una volta stabilito questo, e concessa la possibilità di entrare in acqua territoriali, l'assegnazione di un porto sarebbe stata la conseguenza logica. Invece abbiamo dovuto aspettare giorni a poche centinaia di metri dalle coste di Lampedusa con la conseguenze fisiche e psicologiche che troviamo riportate nel provvedimento della Procura".

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