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**Coronavirus: entra in 'Top Ten delle Parolacce', il '2020' diventa insulto** (2)

Di Redazione

(Adnkronos) - Il secondo insulto più emblematico del 2020 ha visto invece protagonista Max Verstappen il 23 ottobre scorso a Portimão, in Portogallo, al Gran Premio di Formula 1. Lance Stroll (Racing Point) non ha rallentato in curva e ha urtato l'auto di Max Verstappen (Red Bull). Quest'ultimo ha quindi imprecato alla radio: "Ma è cieco questo cazz..ne? Che caz... c'è che non va con lui? Gesù Cristo. Che ritardo. Ho subìto un danno. Che mongolo". Lo sfogo ha fatto il giro del mondo e suscitato l'indignazione della Mongolia che non voleva essere equiparata ad un termine offensivo. Da qui la vicenda si è ingigantita, Verstappen non ha voluto scusarsi, l'affair è diventato un incidente diplomatico internazionale fra Mongolia, Onu e Omc.

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Al terzo posto della classifica arriva anche il coronavirus, la pandemia ed il lockdown. E' primavera, c'è tanta paura ma molti faticano a rispettare il divieto di circolazione. Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca, annuncia una decisione inusitata: una flotta di droni per controllare il territorio. I velivoli sono dotati di un altoparlante con la voce del sindaco che urla ai trasgressori: "Non si esce! Questo è l'ordine del sindaco De Luca e basta! Dove caz...vai? Torna a casa! A calci in cul...!". "Mai nessuna autorità aveva intrapreso un'iniziativa simile che ha fatto il giro del mondo e, fra gli altri, è stata segnalata anche dalla rete americana Nbc" indica infine Tartamella.

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