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Università: consegnata laurea ad honorem a Segre, 'Grazie a studenti' (2)

Di Redazione

(Adnkronos) - Poi la senatrice ha aggiunto: "Mi viene in mente un altro momento: il taglio dei capelli. Annullamento di ogni femminilità" a cui erano sottoposte le prigioniere. La senatrice ha ricordato di esserne stata esonerata: "una capo' decise che i miei capelli erano troppo belli per essere tagliati. Era una cosa stranissima. Dopo pochi giorni i capelli si riempirono di pidocchi".

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Sottoposta ad una giornata di disinfestazione, da sola nel gelo "fui rasata a zero. Ecco che entro' dopo ore una ragazza. Anche lei nelle mie condizioni - ricorda - Ci guardavamo. Lei era cecoslovacca. Volevamo parlare. Ognuna nella propria lingua. E lei, che aveva due-tre anni più di me, mi chiese se conoscevo qualche parola di latino. E fu fantastico perché con quelle poche parole che sapevamo, abbiamo comunicato". "Tornai a scuola anni dopo e studiai latino, e quella mia amica di un giorno nell'universo dell'orrore non la ho mai dimenticata e sono sicura anche lei".

"Lo studio ripreso fu per me fonte di salvezza - ha rimarcato - ti aiutava a riprendere il tuo posto nel mondo. Ecco che entrata in Senato mi sono sentita che l'unica cosa che potevo fare era combattere l'odio che ho visto cominciare dalle parole. Perché poi si passa ai fatti. E non c'è limite all'odio". la Segre quindi ha ricordato: "E' proprio per i giovani che faccio questa battaglia contro hate speech. Mi rivolgo a loro, ricordando la poesia bellissima di Primo Levi intitolata agli amici, che ha un momento perfetto in cui parla dell'importanza della conoscenza e dell'incontro di un attimo, di occhi negli occhi dell'altro. Empatia. Era la ragazza di Auschwitz - ha concluso - Non ci si dimentica più".

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