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Governo: passo indietro Conte, premier punta al ter ma è thrilling sui numeri/Adnkronos

Di Redazione

Roma, 25 gen. (Adnkronos) - Alla fine si dimette. Lo farà domani, in un Consiglio dei ministri convocato per le 9 dopo che, per l'intera giornata, si erano rincorse le voci di una possibile salita al Quirinale già oggi. In mattinata i fari di Palazzo Chigi erano puntati sulla riunione dell'Udc -nonostante la convocazione non fosse nota- nella speranza che da lì si gettasse il seme per un gruppo al Senato, i volenterosi da raccogliere sotto il simbolo dei centristi, 'quarta gamba' del governo.

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Ma il banco salta, l'Udc fa sapere che voterà contro la Relazione sulla Giustizia del Guardasigilli e boccia l'operazione responsabili, senza se e senza ma. Intanto sale la preoccupazione al Nazareno, per un governo che i numeri, nei fatti, non li ha. Lo scivolone è dietro l'angolo, e nessuno - tra le forze di maggioranza- vuole correre il rischio dell'incidente in Aula. Il premier appare all'angolo. Il M5S riunisce i suoi ministri, intanto si diffonde la voce di un Consiglio dei ministri in serata. Dove Conte, è la vulgata, potrebbe annunciare la decisione di dimettersi.

Poco dopo, mentre i cronisti sono assiepati fuori dal Palazzo per avvistare la macchina del premier che potrebbe dirigersi al Colle, ecco che arriva la notizia: il Cdm si riunirà domani, alle 9. Sul tavolo le dimissioni del premier, che subito dopo andrà al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella. Consultazioni lampo -la crisi sanitaria che stiamo vivendo lo impone- dopodiché, salvo sorprese, si tenterà la strada di un Conte ter. In quella manciata di ore, il presidente del Consiglio dovrà trovare i numeri che ha cercato disperatamente dopo lo strappo di Matteo Renzi, senza trovarli. Un'impresa che sembrava fattibile, ma che si è poi rivelata di gran lunga più complicata del previsto.

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