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Usa: ex spia Kgb, 'Trump un asset dei russi per 40 anni' (2)

Di Redazione

(Adnkronos) - Secondo Shvets, il contatto con il Kgb avvenne tre anni dopo quando Trump acquistò 200 televisori per un suo nuovo hotel di New York da Semyon Kislin, emigrato sovietico che possedeva un negozio sulla Fifth Avenue. Shvets sostiene che Kislin lavorava con il Kgb e identificò Trump, come giovane imprenditore in ascesa, come un potenziale asset. Kislin però nega di aver lavorato per l'intelligence russa.

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Nel 1987 il primo viaggio di Trump e la moglie in Russia dove incontrano agenti del Kgb che lanciano quella che Shvets definisce "una charm offensive: avevano raccolto molte informazioni su di lui, sapevano che era estremamente vulnerabile dal punto di vista intellettuale e psicologico, e incline all'adulazione". Secondo l'ex spia sovietica è stato proprio questo che i russi hanno sfruttato: "hanno finto di essere incredibilmente impressionati dalla sua personalità e di credere che sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti un giorno".

Così subito dopo il suo ritorno negli Usa, Trump cominciò ad esplorare una possibile candidatura alla Casa Bianca: il primo settembre acquistò una pagina pubblicitaria sui principali giornali presentando una suo programma in cui criticava le posizioni di Ronald Reagan sulla Guerra Fredda, accusava il Giappone di sfruttare l'alleanza con gli Usa ed esprimeva scetticismo sulla partecipazione alla Nato affermando che "l'America deve smettere di spendere per difendere Paesi che si possono difendere da soli".

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