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**Giustizia: proposte Lettera 150, 'commissione bicamerale inchiesta e riforma sistema in 4 punti'** (4)

Di Redazione

(Adnkronos) - Secondo gli accademici, strettamente collegato a questo problema "è quello della gestione del potere che avviene tramite i magistrati addetti alla segreteria generale e all'ufficio studi, oggi nominati su input diretto delle correnti. Si tratta di figure erroneamente considerate di mero supporto al Csm, ma in realtà operanti in quei posti chiave del Csm ove il così detto tecnico ha la possibilità di esorbitare in un potere decisionale decisamente politico e consono alla propria parte. Quelli addetti alla Segreteria Generale, di fatto, guidano la macchina amministrativa, quelli addetti all'ufficio studi orientano la prassi giuridica del Csm anche in materia di carriera, nomine, procedimenti disciplinari etc. E' opportuno quindi incidere anche su tali criteri di nomina riconducendoli al sistema della estrazione tra idonei, per interrompere il filo diretto correntizio o dello scrutinio successivo come per i posti direttivi". "Analoga problematica - ricorda - si pone per i magistrati assistenti dei giudici costituzionali".

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Infine la quarta riforma sul sistema disciplinare per i magistrati: "Per raggiungere l'obiettivo è necessario innanzitutto distruggere il sistema delle correnti per evitare il rischio di giudizi non obiettivi. Inoltre velocizzare la conclusione del procedimento disciplinare per soddisfare l'interesse pubblico dei cittadini a conoscere con rapidità la status disciplinare di ogni magistrato; quindi assicurare un equilibrio fra l'autonomia e indipendenza della magistratura e la necessità di evitare l corporativismo garantendo un giudice di appello realmente terzo. Pertanto - conclude - quando l'appellante sia il ministro sarebbe opportuna la competenza di secondo grado della corte costituzionale perché l'appello del ministro segnala un conflitto politico fra il potere esecutivo e quello giudiziario".

(di Roberta Lanzara)

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