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Coronavirus: Codogno un anno dopo, il 21 febbraio 2020 diventò la Wuhan d'Italia (3)

Di Redazione

(Adnkronos) - 27 febbraio 2020 - Scatta l'allarme in tutto il Nord, positiva segretaria Fontana

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Il coronavirus si abbatte implacabilmente su tutte le regioni del Nord. Il governo chiude scuole, ristoranti, negozi, musei. Ma non basta. Si raccomanda l'uso delle mascherine chirurgiche per uscire di casa ma sono esaurite. Parte l'assalto ai supermercati: file chilometriche anche di notte, in quelli che fanno orario continuato, scaffali di verdura e acqua che si svuotano rapidamente. Il 27 febbraio il virus bussa alla porta del governatore lombardo, Attilio Fontana: la sua segretaria è positiva al Covid, il presidente deve isolarsi, partono le prime polemiche sulle mascherine.

A Milano, intanto, si cerca di andare avanti ma lo spot lanciato dal sindaco di Milano, Beppe Sala, 'Milano non si ferma' contro la paura fa scattare nuove polemiche. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti viene a Milano e si fa fotografare durante un aperitivo quasi a voler allontanare la paura del contagio. Ma il coronavirus non è solo un'influenza come pensano in molti in quei giorni. Al rientro a Roma Zingaretti è positivo mentre a Codogno e in tutta la Lombardia inizia la conta dei morti.

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