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Covid: Codogno un anno dopo - l'infermiera del reparto Covid, 'la bici è stata il mio psicologo'

Di Redazione

Milano, 19 feb. (Adnkronos) - "C'è chi ha avuto bisogno di andare dallo psicologo, io ho usato la bicicletta. Ho iniziato a muovermi, a farlo sempre. Così ho sfogato quello che avevo dentro". Ada De Maggio è un'infermiera: a febbraio 2020 è stata destinata al reparto Covid dell'ospedale di Codogno, dove tutto è cominciato. "In estate speravamo che tutto fosse finito, e invece..". E invece a novembre il reparto di chirurgia, dove coordina il personale infermieristico, è tornato a ospitare letti di pazienti contagiati dal virus e lei a curarli. "La paura è diminuita, ma non si cancella. E' sempre lì, anche se in misura minore. Oggi c'è più consapevolezza, quasi l'abitudine, ma se penso a quei giorni è stato uno shock incredibile", racconta all'Adnkronos.

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Ada De Maggio la ricordano in molti a Codogno. A emergenza iniziata, ha continuato a percorrere in bici, tutti i giorni, con sole o pioggia, i 20 chilometri che separano Piacenza, la città dove vive, e l'ospedale di Codogno. Nel silenzio e nella desolazione delle città in totale lockdown, nella prima zona rossa d'Italia, era la sola ciclista che si avventurava tra i posti di blocco. "Non ho mai rinunciato: mi dà un grande senso di libertà e ora sto per ricominciare: aspetto solo che le giornate si allunghino un po'". Tra l'altro, "dalla scorsa estate non ho mai visto così tante bici in giro come in questi mesi e questo mi rende molto felice".

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