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Covid: medico Varese, 'virus ci ha messo in ginocchio, non pronti a tanti morti' (3)

Di Redazione

(Adnkronos) - La cosa peggiore per Letizia Traversi, medico pneumologia dell'ospedale di Varese, erano i colloqui con i parenti, al telefono. "Niente pesava di più sul mio stomaco delle chiamate ai parenti di pazienti critici: dover dire a una moglie, a un figlio, a un genitore, che le cose stavano andando male. Che poteva esserci bisogno di terapie invasive, in terapia intensiva, che non garantivano comunque la sopravvivenza. O peggio, che non c'era spazio per fare di più. In equilibrio sopra un filo, tra la voglia di lasciare un po' di speranza e la necessità di preparare alle notizie peggiori, tra un fastidioso realismo e la tentazione di tranquillizzare e dire che sarebbe andato tutto bene", racconta.

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"Per il 'mondo fuori' noi operatori sanitari siamo stati tante cose: eroi prima, poi untori, uccellacci del malaugurio, qualcuno addirittura ci ha chiamati bugiardi, insinuando che nulla di ciò che si sentiva al telegiornale fosse vero. Non ho mai condiviso la logica dell'eroe: è il nostro lavoro, la sfortuna ha voluto che ci trovassimo a viverlo in un modo più estremo del previsto. Lo abbiamo fatto, come tutti in questo periodo, e ne abbiamo sofferto, come tutti. Però vi prego, non sminuite il nostro mestiere. Non biasimateci se abbiamo fatto fatica, scusate se ve l'abbiamo fatto pesare. E se non credete a ciò che vi raccontiamo da mesi, beh, non credo ci si possa fare nulla".

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